Recently in Scienza e fede Category

Scienza e fede:

Credere nei numeri immaginari

| | Comments (22)

Tu ci credi nei numeri immaginari o numeri complessi? Penso di no. I numeri complessi sono chiamati anche numeri immaginari. Scommetto che non sai neanche cosa sono i numeri immaginari.
Facciamo un esempio: supponiamo di risolvere l'equazione x² + 1 = 0. Le soluzioni non sono reali, perché x²=-1 non dà soluzioni reali, non esiste nessun numero che elevato al quadrato dia un numero negativo reale. Le soluzioni esistono soltanto nel campo immaginario o complesso dove i matematici introducono o meglio si inventano l'unità immaginaria i. Se la inventano di sana pianta come i credenti si inventano Dio e ci credono, così i matematici credono nell'unità immaginaria che sta alla base dei numeri immaginari o complessi. Per cui definiscono i²=-1 e dicono che x=±i

I matematici fanno questo artificio: i²=-1.Ma cosa è questa unità immaginaria i ? Non si sa. E' qualcosa di immaginario, che non esiste, ma c'è e si usa alla grande. In altri casi si usa scrivere i = √-1.

Hai capito che diavoli questi matematici! Sono diavolerie matematiche che non stanno né in cielo né in terra, ma solo nella testa dei matematici, così come Dio sta nel cuore dei credenti.

Ma quello che è sorprendente è che i matematici usano i numeri immaginari come se fossero pane quotidiano e non solo loro. Tutti gli scienziati, i fisici e gli ingegneri usano i numeri immaginari che in realtà non esistono, per fare conti in elettronica, in fisica e in geometria e arrivano anche a definire un piano complesso nello spazio.

Il bello è che poi tanti scienziati non credono in Dio, ma credono nei numeri immaginari e li adoperano in realtà concrete come l'elettronica e la fisica. Quei furbacchioni "rubano" la i di Dio per metterla davanti ad un numero per farlo diventare immaginario e sul quale crederci per farci dei calcoli complessi. Non lo trovi assurdo e anche un po' ipocrita?

Poi se vai a chiedere ai matematici se credono in Dio, ti guardano storto e si definiscono atei. Per non dire quando prendono in mano la Bibbia per leggerla, si scandalizzano.

Devi sapere una verità molto profonda che ora io, matematico e programmatore di computer, ti svelo e cioè che i numeri complessi z o immaginari (perché frutto dell'immaginazione umana) sono definiti da una componente reale x e da una componente immaginaria y in questo modo: z = x + iy: che hanno l'equivalente nel campo religioso corrispondente alla componente carnale e alla componente spirituale. SSSTTTT!!! Non lo dire a nessuno, resti un segreto tra me e te.

Capisci quindi che l'uomo nel campo religioso è come un numero complesso formato da una componente carnale e da una componente spirituale sul quale ci puoi fare dei conti, nel senso che lo puoi digitalizzare. Ma questo i matematici fanno fatica a comprenderlo. Ti ho rivelato la più profonda delle verità umane: la sua natura complessa, equivalente ad un numero complesso. Anche tu devi scoprire qual è la tua componente carnale X e la tua componente spirituale Y e metterle insieme, sommarle per formare il numero complesso Z, la tua identità divina digitale.

Devi sapere un'altra cosa: che un numero complesso z=x+iy ha il suo complesso coniugato z* = x-iy, così come Dio ha nell'uomo il suo complesso coniugato, essendo l'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio, il numero complesso coniugato z* è l'immagine di Dio che si specchia in z rispetto alla parte reale di z che è x, cioè rispetto alla sua parte carnale che resta la stessa. Questo vuol dire che Dio si specchia nella parte spirituale rispetto all'uomo, mantenendo la stessa parte carnale. Ora capisci perché Dio si è incarnato in Gesù-uomo?

Scienza e fede:

L' acqua brucia

| | Comments (9)

Sì, l' acqua è un combustibile. Essendo formata da due atomi di idrogeno, elemento altamente infiammabile ed un atomo di ossigeno, elemento ossidante e pure molto infiammabile, l'acqua brucia.

Scienza e fede:

La proteina dell'immortalità

| | Comments (5)

C'è sempre stato nell'uomo il desiderio di essere immortale, di tendere verso l'immortalità, da non confondere con il desiderio di eterno o di eternità.
L'immortalità è qualcosa che prima non c'è, ma nasce e poi continua a vivere per sempre e che non muore con il tempo, mentre l'eternità è qualcosa che esiste da sempre e continua ad esistere.
L'eternità include l'immortalità, ma l'immortalità non include l'eternità.

Folding at Home, calcolo distribuito

Calcolo distribuito: Folding at home, un progetto di ricerca americano sull'avvolgimento delle proteine per capire meglio come nascono tumori e particolari malattie invalidanti.

Nel vangelo Gesù parla di vita eterna, non parla di vita immortale. Gesù dice che chi crede in lui ha la vita eterna, non la vita immortale. Il Catechismo ha tra i suoi insegnamenti quello di credere nella vita eterna, ma non quello di credere in una vita immortale. Il concetto di immortalità lo troviamo legato all'anima dell'uomo, ma non alla vita.

Il Catechismo della Chiesa cattolica, al numero 1023 dice: "Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono « così come egli è » (1 Gv 3,2), « a faccia a faccia » (1 Cor 13,12)"

Il concetto di vita eterna è subordinato al concetto di morire nella grazia e nell'amicizia di Dio, nella purificazione. Questo "morire" ti fa vivere per sempre con Cristo.

Vita e morte sono due parole in antitesi tra di loro. Se sei vivo non puoi essere morto e se sei morto non puoi essere vivo. In natura ci sono diverse forme di vita che vanno dalla vita vegetativa alla vita spirituale.La vita vegetativa è forse la forma più semplice e primitiva di vita, è una forma di vita "automatica" priva di coscienza, ma che reagisce a stimoli sensoriali e chimico-fisici. C'è poi la vita cosciente e infine la vita spirituale. La vita dell'uomo abbraccia tutte queste tre forme di vita: dalla vita vegetativa del neonato a quella spirituale dell'asceta, passando per la vita cosciente nella fase adulta.

La vita spirituale è un percorso di maturazione diverso dal percorso che porta alla vita cosciente, il quale è collegato alla crescita del cervello che coordina tutti gli aspetti della vita cosciente.

Verrebbe da pensare che la vita spirituale sia "padroneggiata" dal cervello, da particolari stati del cervello che, sotto l'azione di sostanze chimiche prodotte dal nostro organismo o dal cervello stesso, "evolve" in forme di coscienza "superiori" che noi definiamo spirituali.

Non è da escludere, anche considerando l'effetto di certe droghe sul cervello che danno origine ad allucinazioni e stati di coscienza alterati. Io invece escludo che la vita spirituale sia padroneggiata dal cervello.

Non confondiamo la spiritualità con le allucinazioni o particolari stati emotivi frutto dell'attività chimica del cervello.

Il cervello è un muscolo, un insieme di cellule neuronali molto complesso di cui si conosce ancora poco. Se la vita spirituale fosse collegata con il cervello o con particolari suoi stati, è chiaro che con la morte della persona e quindi con la morte cerebrale, avrebbe termine anche la vita spirituale di quella persona. La realtà invece ci dimostra che la vita spirituale prosegue anche dopo la morte. Infatti malgrado Gesù sia morto, al di là del fatto che sia risorto o meno, il suo spirito è ancora vivo al giorno d'oggi. Questo vale non solo per Gesù, ma anche per altri "spiriti" nobili, dove Gesù, per noi cristiani essendo Dio incarnato, è l'esempio più importante e significativo.

Folding at Home, calcolo distribuito sull'avvolgimento delle proteine

Folding at home, calcolo distribuito: un progetto di ricerca americano sull'avvolgimento delle proteine, per capire come nascono tumori e particolari malattie incurabili.

Si può tuttavia parlare di una proteina dello spirito? Esiste una proteina o un gene responsabile della trasmissione della vita spirituale? Esiste il cromosoma "Jesus"? Rispondere a questa domanda non è semplice. Secondo me non esiste una proteina o un cromosoma "Jesus" all'interno del patrimonio genetico e biologico dell'uomo. Se ci fosse, non avremmo avuto bisogno di Gesù, non avemmo avuto bisogno che Dio creasse Adamo ed Eva.

La vita eterna quindi, secondo me, non è collegata a particolari stati del cervello o a particolari forme genetiche, ma è collegata alla conoscenza di Dio, all'albero della vita, perché Dio è vita. Dio lo si può conoscere se qualcuno ce lo rivela o se è Lui stesso a farsi conoscere direttamente. Chi ci può rivelare Dio è Gesù stesso per mezzo del Vangelo, ma anche la Chiesa che, come Eva, è stata creata da Dio per fare da "aiuto" a Gesù nel compito di rivelarcelo, battezzandoci, dandoci un nome attraverso il quale possiamo acquisire una dignità che ci trasforma dallo stato di bestie allo stato di figli di Dio. Si sa che Gesù discende da Adamo e che Adamo è stato creato da Dio dalla polvere. C'è tutta una genealogia che parte da Adamo e arriva fino a Gesù, passando per Abramo e Mosè, dove Dio si rivela poco per volta all'uomo e in forma confusa.

Sappiamo che Dio ha ordinato ad Adamo di non cibarsi dell'albero della conoscenza del bene e del male, perché qualora ne avesse mangiato sarebbe morto. Adamo non ha ubbidito e in conseguenza di questa disubbidienza è nato il peccato originale che è poi stato cancellato da Gesù, l'uomo voluto da Dio e per mezzo del quale Dio si rivela a tutti gli uomini. L'ordine di Dio di non cibarsi dell'albero della conoscenza del bene e del male vale soprattutto per Adamo dal quale deve discendere Gesù e quindi è un ordine che Dio rivolge a se stesso, perché se Gesù si fosse cibato di quell'albero non avrebbe portato a termine la missione per il quale Dio lo ha mandato. Si sarebbe fatto un sacco di domande se sarebbe stato bene o male comportarsi così, perdendo di vista la sua missione di salvezza.

Infatti Gesù non chiede a se stesso se è lecito fare del bene o del male, ma lo chiede ai farisei: Marco 3,4 "Poi domandò loro: «È lecito, in un giorno di sabato, fare il bene o fare il male? Salvare una vita o toglierla?» Ma essi tacevano." E Gesù risana la mano del malato. Quindi Gesù non mangia dall'albero della conoscenza del bene e del male. Non va a vedere cosa dice la legge in merito e non si fa scrupoli e se ne infischia della legge, di ciò che è bene o male secondo gli uomini. La sua missione è la salvezza della vita, anche a costo di infrangere la legge.

Sul piano scientifico invece l'uomo ha sempre cercato di prolungare la vita il più a lungo possibile arrivando anche alla manipolazione genetica pur di provare a fermare il processo di invecchiamento. Eppure non rientra nei piani di Dio una vita immortale. Dio ci ha progettati mortali per una vita eterna. Una vita quindi che è sempre esistita ancora prima che nascesse l'uomo. E' chiaro che di fronte ad una vita eterna, alla quale tutti gli uomini sono chiamati a partecipare con Gesù, una vita immortale perde di significato e non ha quindi più senso la ricerca affannosa da parte degli scienziati di soluzioni biologiche o genetiche atte a rendere la vita umana "senza fine".

Va bene la ricerca scientifica nel senso di migliorare la vita umana e renderla in grado di guarire dalle malattie oggi incurabili e invalidanti, per arrivare sereni ad affrontare la propria morte. Ma spingersi oltre, alla ricerca di qualcosa che possa rendere immortale la vita di un uomo, secondo me è senza significato. Una vita immortale in questo mondo sarebbe l'anticamera dell'inferno, una condanna delle peggiori.

Scienza e fede:

Odifreddi - Fieri di non credere

| | Comments (60)

"Fieri di non credere" è il titolo di una intervista che Mario Baudino su "La Stampa" del 01/03/2007 dedica a Piergiorgio Odifreddi, professore di logica matematica all'Università di Torino.

Premetto che io stimo molto Piergiorgio Odifreddi come matematico. Tuttavia non sono d'accordo con alcune delle sue tesi in merito al Vangelo, alla Bibbia e alla Chiesa, anche se le rispetto.

Voglio dire al prof. Odifreddi (devo ancora finire di leggere il suo libro "Le menzogne di Ulisse") che se lui non vede una logicità e razionalità nei Vangeli, non è detto che questa non ci sia.

copertina di un libro di Piergiorgio Odifreddi e la Bibbia

Musiche da: http://www.marcofrisina.com/papamovimenti.htm

Professore Odifreddi, io sono un programmatore di computer e li programmo in Pascal, C, C++, Perl e PHP, compreso Mysql, un database management system. Ho studiato analisi matematica I e II, geometria, fisica I e fisica II, meccanica razionale, teoria dei circuiti logici, programmazione I e II, complementi di matematica, sistemi operativi, strutture informative, ecc. ecc. e lei sa meglio di me che programmare un computer richiede molta logicità.

Nella logica binaria lei dovrebbe sapere che 1+1 non fa 2, ma fa 10. E' assurdo e incomprensibile per una persona abituata a ragionare nella logica decimale che la somma binaria 1+1=10. Malgrado i miei studi matematici e di logica dei circuiti, di Vangelo ne capisco poco anche io, ma riconosco una sua logicità.

Come lei, nemmeno io capivo perché nel vangelo, Gesù si arrabbia con l'albero di fico che non dà frutto quando non è la sua stagione. Però, rileggendo, rileggendo rileggendo, rileggendo ...

Rileggiamoli quei passi del Vangelo:

La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame.
Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: "Non nasca mai più frutto da te". E subito quel fico si seccò
. Matteo 21,18-19

La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame.
E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi
. Marco 11,12-13

Odifreddi resta perplesso, infatti dice nell'intervista:"In ogni caso il Gesù dei Vangeli non sembra una persona eccezionale; anzi, soprattutto in certi miracoli lascia piuttosto perplessi. Come quando se la prende con il fico che non dà frutti fuori stagione."

Rilegga Odifreddi, Gesù ha fame e cerca da mangiare in una pianta di fico, ma vede solo foglie e non vede frutti e si arrabbia con il fico fino a farlo seccare. Non era quella la stagione dei fichi.

Odifreddi, quando sarà lei ad aver fame e si recherà in un negozio di alimentari per comperare del pane e lo troverà chiuso perché non è orario di apertura e perché il negoziante gli dice di tornare domani, voglio poi vedere con chi si arrabbierà. Cosa dirà? Pazienza andiamo in un altro negozio? Torniamo domani? Nel frattempo lei può già essere morto di fame e i suoi famigliari, quel negoziante lo denunceranno e il negozio lo faranno chiudere definitivamente.

Odifreddi, quando lei sarà in fin di vita e si recherà al pronto soccorso per essere curato, ma lo troverà chiuso e tutti i dottori incrociano le braccia perché è sabato e di sabato non si lavora, allora capirà perché Gesù si è arrabbiato con quell'albero di fico che non dà frutti perché non è la sua stagione.

Solo pochi giorni fa una ragazzina rimasta incinta a 12 anni è stata costretta ad abortire perché non era ancora la stagione di mettere al mondo dei figli, ma lei li ha voluti mettere al mondo lo stesso, ma gli è stato impedito dalla "logica" di questo mondo. Se ci ripenso mi arrabbio. Gesù si è avvicinato a quella bambina, sperando di trovare un frutto da mangiare, ma non ha trovato niente perché quella bambina era ancora "immatura" e ha abortito. La bambina è poi stata ricoverata in psichiatria perché ha tentato il suicidio, come ho letto dai giornali.

Tuttavia quell'episodio del Vangelo, quel fico seccato, a mio avviso, nasconde un messaggio profetico ben più grosso che riguarda i "fratelli maggiori". Chi ha orecchi, cerchi di capire.

Odifreddi cerchi di capire che con Gesù non si scherza. Se lei non capisce la "logica" del Vangelo, io prego il Signore perché gliela faccia capire e squarci quel "velo del tempio" che sta davanti ai suoi occhi, affinché, quando vedrà Gesù morire e il velo del tempio squarciato da cima a fondo, lei possa dire: "Quell'uomo è davvero il Figlio di Dio!". Matteo, 27,54.

Voglio dire a Odifreddi che il Vangelo è come un linguaggio di programmazione o meglio, un programma logico, scritto da uomini forse ignoranti e stupidi, ma che dimostra una logicità spirituale ben precisa che è l' "intelligenza - amore" di Dio. Il Vangelo profetizza la Chiesa attraverso un linguaggio simbolico, fatto di alberi, donne, soldati, parabole, ecc, così come i linguaggi di programmazione codificano in simboli, nomi di variabili e costanti, quella che è la volontà e lo logicità del programmatore.

Odifreddi, se non capisce la verginità della Madonna, prima durante e dopo il parto, guardi la Chiesa cattolica e i suoi Santi e cerchi di capire. Se non capisce, io prego il Signore che squarci il velo del tempio in modo che lei possa vedere e capire.

Link all' intervista di Odifreddi: La Stampa - "Fieri di non credere"

Scienza e fede:

Trusted computing: ti fidi di Dio?

| | Comments (7)

In questo periodo si parla molto di Trusted Computing, anche con polemiche molto accese.
"Il Trusted computing o (informatica fidata) è un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che dovrebbero rendere i computer di prossima generazione più 'sicuri'" . Così si legge sul sito www.no1984.org.

E' una questione di fiducia: Trust in inglese significa fiducia. La fiducia implica la reciprocità: io mi fido di te e tu ti fidi di me. In ogni rapporto umano la fiducia reciproca è essenziale per comunicare e relazionarsi. Se viene a mancare la fiducia, ogni rapporto umano diventa precario e poco serio.

Anche nel rapporto con Dio la fiducia è essenziale. In questo caso però si parla di fede che implica la fiducia in Dio. Se non hai fiducia in Dio, non puoi nemmeno avere fede in Lui.

Tuttavia Dio ha fiducia nell'uomo, perché Dio ama l'uomo e se ami una persona ti fidi di lei, accetti e metti in conto di rischiare il suo eventuale tradimento o inganno, perché sai di avere la forza di perdonare sempre e comunque. Non altrettanto si può dire per l'uomo. L'uomo non sempre ha fede o fiducia in Dio, per esempio gli atei non credono in Dio e quindi non hanno fiducia in Lui.

Cosa c'entra tutto questo con il Trusted Computing? Il Trusted Computing nasce perché gli uomini non si fidano più tra di loro. Truffe e inganni ci sono sempre stati da quando l'uomo ha messo piede sulla terra, ma ora con l'avvento dell'informatica e delle nuove tecnologie si vuole trovare una soluzione che ti garantisca e che ti protegga da truffe e inganni in modo da rendere l'informatica un mondo più sicuro. Così un consorzio di aziende tra le più grandi e influenti nel settore informatico, ha quindi deciso di mettersi d'accordo e dare vita a un sistema formato da hardware e software basati sulla crittografia per poter controllare meglio un computer e bloccare eventuali comportamenti scorretti da parte dell'uomo (leggi pirateria del software e copie illegali). La questione è: se le aziende non si fidano più di te uomo-consumaore e utente dei loro prodotti, perché tu ti devi fidare di loro e del loro software? Chi ti garantisce che il loro software sia "trusted" se non lo puoi controllare, se non è "open source" ed è blindato dalla crittografia?

C'è un errore di fondo da parte del credente in Dio nel Trusted Computing: scalzare Dio dal suo ruolo di Persona di Fiducia. Il credente deve porre la sua fiducia in Dio e non nell'uomo o nel software, perché l'uomo, per sua natura, è un peccatore ed è mortale. Definirsi credenti in Dio e poi pensare a implementare il Trusted Computing, in questo caso, è solo ipocrisia. Meglio essere sinceri e riconoscere di non credere più in Dio, piuttosto di affermare ciò che non è vero, perché altrimenti si finisce sì di ingannare e ingannarsi. Non ci si può fidare dell'uomo e tanto meno di una macchina o di un computer. E' in Dio che ogni uomo (credente) dovrebbe porre la sua fiducia.

Con il Trusted Computing il mondo degli uomini (di quelli che non credono in Dio) non fa altro che dimostrare la propria mancanza di fede e di fiducia non solo nell'uomo, ma anche in Dio. Se hai fede in Dio, ti fidi di lui e della sua capacità di fare giustizia per te.

Ha poco senso, secondo me, definirsi credenti in Dio e poi darsi da fare per implementare nel mondo dell'informatica il Trusted Computing, perché ciò equivale a mettere la propria fiducia in un una macchina, in un software, frutto della mente e della conoscenza umana, e non in Dio. Io, come programmatore di computer, mi rendo conto di quanto sia assurdo e pericoloso un sistema basato sul Trusted Computing generato da uomini che non credono più (e che forse non hanno mai creduto) in Dio.

Lascio comunque che le aziende e i manager implementino il loro Trusted Computing nei loro dispositivi. A me, come credente, non resta che affidarmi a Dio e porre la mia fiducia in Lui. Ci penserà Lui, eventualmente, a rendere più sicuro ciò che per l'uomo non è sicuro.

Scienza e fede:

Logica binaria e libero arbitrio

| | Comments (16)

La logica binaria o algebra binaria è la base matematica sulla quale funzionano i computer. Nella logica binaria esistono solo due stati: 0 e 1 che equivalgono ad acceso e spento, sì e no, aperto e chiuso, on e off, presente e assente. Sulla base di questi due semplici stati logici, i computer vengono programmati per eseguire calcoli complessi e per prendere decisioni.

La logica di Dio è la stessa, è binaria pure quella. Sia il vostro parlare sì sì, no no. Chi non è contro di me, è con me. Non si può servire due padroni, o ami l'uno o ami l'altro. O servi Dio o servi mammona. Sono alcune delle parole di Gesù che richiamano un modo di pensare binario, cioè basato su due stati logici. Gesù ti pone di fronte ad un bivio: da una parte ci sta il mondo degli uomini, dall'altra ci sta lui. Devi scegliere: o uno o l'altro. Inferno o paradiso, vita o morte. Non c'è una via di mezzo. O meglio ci sarebbe: il purgatorio, una specie di transitorio in attesa di compiere la scelta finale definitva. Così come nella fisica elettronica esistono i transitori più o meno lunghi in attesa che la grandezza fisica raggiunga il suo stato finale logico: 0 o 1 oppure 0 volt o 5 volt.

Scienza e fede:

I falsi maestri e la scienza

| | Comments (1)

Si sono sparsi nel mondo molti falsi maestri, i quali non vogliono riconoscere che Gesù è venuto come vero uomo. Questi falsi maestri, sono proprio loro il seduttore e l'anticristo. State attenti, e così non perderete il frutto del vostro lavoro, ma anzi riceverete la piena ricompensa. (2 Giovanni 7-8)

Ocorre riconoscere Gesù venuto nella carne, come vero uomo. Questo è il senso di quella frase nella seconda lettera di Giovanni.

Perché è importante riconoscere Gesù venuto nella carne? Perchè l'amore non può sempre essere solo platonico, ma occorre concretizzarlo, renderlo visibile e tangibile. Quando ami una persona, per esempio, prima o poi, senti il desiderio di andarla a trovare, di starci insieme, vederla, parlargli, baciarla, ecc. Così è con Dio. Lui ci ama e vuole concretizzare il suo amore incarnandosi tramite Gesù. L'eucarestia è lo strumento che Gesù ci ha dato per permettere a Dio di concretizzare il suo amore per noi, per venire a stare dentro di noi e in mezzo a noi.

About this Archive

This page is a archive of recent entries in the Scienza e fede category.

Religione e spiritualità is the previous category.

Segnalazioni e link is the next category.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.