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ZEITGEIST: la verità e l'inganno

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Zeitgeist è un video di due ore che gira su Internet contro la religione e contro la Chiesa cattolica per dimostrare che Gesù non è mai esistito e Dio non è amore, ma sarebbe una antropomorfizzazione del dio Sole e che la Bibbia non sarebbe altro che una allegoria della meccanica celeste i cui personaggi, da Mosè a Gesù, ricalcano quelli di precedenti civiltà e religioni antiche. Il video è interessante e stimolante, ma io non ne condivido le tesi.

Basta ragionarci sopra un poco per capire che le tesi del video sono una contraddizione, sebbene diano interessanti spunti per comprendere meglio la verità della Bibbia.

Secondo il video, Gesù non sarebbe altro che una allegoria del Sole. La sua morte e risurrezione dopo tre giorni non farebbe altro che richiamare il movimento del Sole durante l'anno, dove nel solstizio invernale il sole raggiunge il minimo nella volta celeste in corrispondenza della costellazione della croce, restando fermo per tre giorni, per poi rialzarsi. Questo fenomeno celeste corrisponderebbe o sarebbe stato codificato con la morte di Gesù in croce e la sua risurrezione dopo tre giorni. La corona di spine non sarebbe altro che la corona solare dalla quale fuoriescono i raggi solari.

Inoltre i miracoli di Gesù come la moltiplicazione dei pesci e le pesche miracolose sarebbero dei segni allegorici per contraddistinguere l'inizio dell'era dei pesci che secondo la precessione degli equinozi verrebbe a coincidere all'incirca con il periodo storico in cui è nato Gesù.

Interessante l'interpretazione che dà il video del passo evangelico di Luca 22,10: "Ed egli rispose: "Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà". Anche qui quel passo sarebbe una codifica temporale dell'era dell'acquario per dire che dopo l'era dei pesci viene l'era dell'acquario nella precessione degli equinozi. Quell'uomo che porta una brocca d'acqua può essere interpretato in diversi modi: uno di questi potrebbe fare riferimento proprio alla precessione degli equinozi in riferimento alla costellazione dell'acquario, dove l'acqua rappresenta il lavaggio, la purificazione, il battesimo, ecc. (la lavanda dei piedi e la samaritana al pozzo sono episodi del Vangelo da cui possiamo trarre un significato escatologico anche in questo senso).

Questa interpretazione conferma e dimostra che Gesù dice la verità. Infatti è vero che nel movimento precessionale della terra rispetto al sole agli equinozi, la costellazione dell'acquario viene dopo la costellazione dei pesci. Ciò dimostra che Gesù è la verità e non c'è inganno in quello che dice. Se è vero quello, a maggior ragione sono vere le parole di Gesù. Non si può negare la verità. Evidentemente Gesù conosceva la precessione degli equinozi e ha voluto dircelo con quel fatto storico.

Quando è stata scoperta la precessione degli equinozi? Ufficialmente la scienza fa risalire la scoperta ad un astronomo greco di nome Ipparco nel primo o secondo secolo a.c., almeno l'osservazione visiva del fenomeno, ma non il calcolo. Tuttavia civiltà più antiche come i Maya hanno dimostrato di conoscere il fenomeno e di averlo saputo calcolare a modo loro con i calendari.

Sebbene il video intenda dimostrare che le religioni sottomettono l'uomo, rendendolo schiavo e succube al loro volere, in realtà il video non fa altro che dimostrare la verità contenuta nella Bibbia. La Bibbia può essere interpretata anche con un occhio al cielo, alla volta celeste, dove il riferimento alle stelle, ai pianeti e alla meccanica celeste ci spiega una verità che non è solo quella del cielo, ma è anche quella della terra, come dice Gesù: "sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra" nella preghiera del Padre Nostro, ma anche nella carne come nello Spirito.

La religione, se correttamente interpretata, non sottomette e non schiavizza l'uomo, ma lo libera e lo salva. Chi sottomette e schiavizza l'uomo non è la religione, ma sono gli Stati, come è sempre avvenuto nella Storia. Sono gli Stati, semmai, che si servono della religione e delle sue false interpretazioni, per tenerti sotto controllo e condurti alla rovina, ma la religione di per sè, è una liberazione. Gli Imperi, da quello romano a quello napoleonico, le dittature, da quella fascista a quella comunista, sottomettono e incatenano l'uomo facendo spesso leva sulla negazione della religiosità o su forme pagane e immature, privandolo della sua dignità e della sua libertà creativa, rendendolo così succube di una entità a lui avulsa dove l'asservimento alle leggi va spesso contro i più grandi valori di libertà spirituale a cui l'uomo anela.

Non dimentichiamo
che Gesù violava la legge, soprattutto la legge del sabato e per aver violato la legge del sabato, al fine di poter guarire la mano malata di un uomo e poterlo quindi salvare, è stato condannato a morte dallo "Stato" allora rappresentato da farisei e maestri della legge, ma anche da Ponzio Pilato.

Pensaci quindi se ti capita di vedere quel film e non lasciarti ingannare, ragiona con la tua testa e renditi conto che la prima parte del video contraddice la seconda parte e la seconda parte di quel video contraddice la prima parte.

Chi ha interesse a screditare la religione, soprattutto quella cristiana, non è la Chiesa, ma lo Stato politico, gli Stati più dispotici e con tendenze dittatoriali, perché gli Stati (pensa a quello cinese dove Internet è spesso censurata) sanno che la religione, soprattutto quella cristiana, non è l'oppio dei popoli, ma è una minaccia per lo Stato stesso, uno strumento di liberazione dell'uomo dal giogo dei poteri forti (non dimenticare il ruolo dei cristiani e del Cristianesimo nella caduta dell'Impero Romano).

Per cui, caro cristiano, io ti avviso, Gesù ti libera pacificamente, gli Stati ti sottomettono legalmente (la burocrazia, per esempio, è una delle tante forme di sottomissione che gli Stati da noi costituiti usano per soggiogare i suoi cittadini, rendendoli servi inutili). Scegli dunque se preferisci restare sottomesso alle leggi burocratiche di uno Stato o se preferisci essere liberato da Gesù, riprendendoti quella libertà spirituale che trova nell'amore verso Dio e verso il prossimo la sua massima espressione.

In fondo la storia della salvezza parte dalla liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell'Egitto (forma primordiale di Stato dispotico). E' Dio che conduce il suo popolo (la Chiesa) fuori dall'Egitto, dove era tenuto schiavo, attraverso un cammino "spirituale" che culmina con la venuta di Gesù in mezzo a noi.

Per concludere riporto un passo del Papa tratto dalla Spe Salvi, spiritualmente molto profondo e che a me piace tanto, per sottolineare che il Dio-Persona del Cristianesimo rende l'uomo libero: "Non sono gli elementi del cosmo, le leggi della materia che in definitiva governano il mondo e l'uomo, ma un Dio personale governa le stelle, cioè l'universo; non le leggi della materia e dell'evoluzione sono l'ultima istanza, ma ragione, volontà, amore – una Persona. E se conosciamo questa Persona e Lei conosce noi, allora veramente l'inesorabile potere degli elementi materiali non è più l'ultima istanza; allora non siamo schiavi dell'universo e delle sue leggi, allora siamo liberi."

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Cristiano cretino

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Leggendo sui giornali, su Internet e in TV sento dire che il matematico Odifreddi ha definito il cristiano un cretino, forse da un punto di vista etimologico. E' vero, il cristiano è un cretino, forse non solo da un punto di vista etimologico.

Infatti in etimologia la parola "cretino" deriva dalla parola "cristiano". Questo lo diceva già lo scrittore Vittorio Messori 25 anni fa nel suo libro "Scommessa sulla morte", edizioni SEI, dove gli ha dedicato, a pagina 325 del libro, un paragrafo intitolato: Cristiano-cretino.

Ma vediamo cosa scriveva Vittorio Messori nel lontano 1982 in quel paragrafo del libro.

C'è, nella Chiesa, chi vorrebbe nasconderlo; c'è chi, se costretto, lo ammette a mezza voce. Eppure è un fatto: la parola "cretino" deriva direttamente da "cristiano".

Messori continua:

Ma perché, secondo quella spia infallibile che è la lingua, il cristiano è un cretino? Perché lo si è creduto tale sin da subito, come già si legge nelle lettere di Paolo? Il quale tra l'altro, invece di indignarsi ammette che è vero: sì, si è cristiani perché si presta fiducia ad una "cretinata".

Non è forse da "cretini" - da "somari" inginocchiarsi davanti a quel disgraziato che la croce degradava ufficialmente (lo sanciva il diritto romano) da persona ad animale, anzi a cosa? Questa immagine svilita e avvilente di Dio è infatti uno scandalo intollerabile per gli altri monoteismi: per l'islamismo con il suo Allah inaccessibile; ma anche per l'ebraismo con il suo Javhè così vicino ad Israele e insieme così lontano da non poter neppure pronunciarne il nome.

Messori poi aggiunge qualcosa che fa riflettere sul significato del crocefisso. Così scrive:

Insistono tutte le artes morendi cristiane: dal suo letto, il malato deve poter vedere un crocefisso. E' tra le condizioni indispensabili, suggerite dall'esperienza diretta di quegli autori ; nè si può dar loro torto.

Al di fuori di quella morte, c'è qualche altra vista al mondo che possa dire altrettanto a chi muore? Si chiede l'autore del libro.

"Solo Dio che soffre può venire in aiuto", ripeteva dal fondo della sua cella Dietrich Bonhöffer, citando quel che sappiamo della lettera agli Ebrei: " proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova ..."

Io posso, devo ribellarmi a un Dio che troneggia in una beatitudine indisturbata o in una trascendenza apatica. Ma non posso ribellarmi al Dio che nella sofferenza di Gesù mi ha rivelato tutta la sua com-passione.

Vittorio Messori conclude il paragrafo scrivendo:

"Non dimenticarlo: il cristianesimo non è parole ma fatti. Ora: la morte è un fatto, il più concreto e terribile dei fatti. Puoi cercare ovunque, ma troverai soltanto la risposta cristiana che a quel fatto opponga un altro fatto."

Quel fatto è la risurrezione di Gesù avvenuta il terzo giorno.

Cosa può opporre la matematica e la logica all'irrazionalità della morte, se non un altro fatto irrazionale e fuori da ogni logica quale è la risurrezione in cui crede il cristiano cretino?

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Pausa di riflessione

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La donna, il drago, il mostro e la bestia nell'Apocalisse

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Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Apocalisse 12,1-4

Vidi salire dal mare un mostro che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia. Apocalisse 13,1-3

Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere del mostro in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare, come un dio, il mostro la cui ferita mortale era guarita. Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Apocalisse 13,11-13

Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero del mostro, un numero che corrisponde a un uomo. Il numero è seicentosessantasei. Apocalisse 13,18.

Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: "Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione". L'angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d'oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione.

Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: "Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra". E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. Ma l'angelo mi disse: "Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna.

La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall'Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà.

Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re.

I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l'ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. Le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un'ora soltanto insieme con la bestia. Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.

Essi combatteranno contro l'Agnello, ma l'Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli". Poi l'angelo mi disse: "Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue.

Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco.

Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio.

La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra". Apocalisse 17,1-18


In questi episodi dell'Apocalisse Giovanni fa voli pindarici nel tempo e nello spazio. Ha delle visioni, ma la sua visione principale e reale è l'incendio di Roma antica (la donna ovvero l'Impero romano) che interpreta come una condanna di Dio per la sua dissolutezza e per la persecuzione da lei portata avanti nei confronti dei primi cristiani (l'agnello).

Giovanni lo dice chiaramente: le sette teste sono i sette colli sui quali la donna è seduta. sono anche sette re.
Il riferimento alla Roma antica è evidente. La città di Roma si estende su sette colli ed è stata fondata da sette re: i famosi sette re di Roma: Romolo (753 a.C. - 716 a.C.) Numa Pompilio (715 a.C. - 674 a.C.) Tullo Ostilio (673 a.C. - 641 a.C.) Anco Marzio (640 a.C. - 616 a.C.) Tarquinio Prisco (616 a.C. - 579 a.C.) Servio Tullio (578 a.C. - 535 a.C.) Tarquinio il Superbo (535 a.C. - 510 a.C.), secondo la mitologia storica.

Nel testo del link si legge: "L'ottavo re - La tradizione ricorda che i re furono sette, non citando tra questi Tito Tazio, che pure fu associato a Romolo, e quindi regnò, anche se per un solo anno, col suo collega sulla Città Eterna. ". Infatti ne fa riferimento Giovanni nell'Apocalisse quando dice: "Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco". Apocalisse 17,10. E' chiaro il volo pindarico nel tempo fatto da Giovanni.

I sette re sono anche i sette colli sui quali la città di Roma si estende: Aventino, Palatino, Quirinale, Viminale, Celio, Esquilino, Campidoglio.

E' chiaro il riferimento alla Città di Roma contenuto nel libro dell'Apocalisse di Giovanni, la quale però, non viene mai nominata esplicitamente, forse per paura di ritorsioni da parte del potere dell'Impero. Giovanni vede Roma bruciare nel grande incendio di Roma e lo interpreta come la punizione di Dio nei confronti della città e quell'episodio storico lo ispira nello scrivere l'Apocalisse: per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco, poiché potente Signore è Dio che l'ha condannata. Apocalisse 18,8-9 - 18: "guarderanno il fumo della città incendiata e diranno: non c'è mai stata una città grande come questa".

Il drago e il mostro che sale dal mare è quindi la Roma antica guarita dalla ferita mortale inflittagli nel 390 ac. dall'invasione dei Galli che distrussero la cità e che poi fu ricostruita per diventare quello che è diventata durante l'Impero romano, conquistando dal mare l'Egitto e poi la Palestina.

La bestia che sale dalla terra e che esercita tutto il potere del mostro (Roma) in sua presenza è per Giovanni, probabilmente, l'autorità religiosa ebraica di quel tempo, sottomessa al potere di Roma e che ha fatto condannare Gesù da Pilato.

Roma, faceva pagare le tasse ai suoi sudditi, così si spiega il riferimento al 666, il numero del mostro, contenuto nell'Antico Testamento e che fa riferimento a Salomone, il re che faceva pagare le tasse ai suoi sudditi. Nel nostro caso, probabilmente fa riferimento a Cesare (il potente imperatore romano che faceva pagare le tasse agli ebrei) e simboleggia il dio denaro. Infatti l'unico passo della bibbia che fa da riferimento è quello che indica la potenza di Re Salomone, il quale riceveva i tributi dai popoli assoggettati (I Re 10:14): ora il peso dell'oro che Salomone riceveva ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro.

Del resto fu Roma che introdusse il soldo, il denaro nel commercio marittimo nel terzo secolo a.c, intorno al 330 a.c. Quel denaro, nel corso del tempo, divenne un dio, il dio denaro. Ed è al dio denaro raffigurato dall'Imperatore Cesare, il quale stampava la sua immagine sulle monete, che si riferisce Giovanni nell'Apocalisse con quel numero 666: il mostro.

Quindi, Giovanni vede l'incendio di Roma del 64 d.c e ripensa alla storia di Roma antica, la ricostruisce in termini allegorici e simbolici, considera la sua potenza, l'introduzione della moneta e del denaro al posto del baratto, osserva la sua ricchezza, la sua iniquità, il suo lusso, la sua persecuzione nei confronti dei primi cristiani e vede, nell'incendio di Roma e nella conseguente distruzione della città, la punizione di Dio nei confronti della "Grande prostituta", la "babilonia", la "donna" ovvero l'Impero Romano.

Al posto della "grande prostituta o Babilonia" simboleggiata dall'Impero Romano, Giovanni vede nascere la nuova donna celeste, la città celeste, la Gerusalemme celeste, la Chiesa di Gesù.

Su Punto Informatico, quotidiano online di informatica, ho recentemente letto un articolo dal titolo: Offese alla religione, sequestrati due forum italiani, dove leggo:

" Il gruppo di discussione id158875 è stato sottoposto a sequestro preventivo con provvedimento n.10612/06rg.nr disposto dalla Procura della Repubblica di Catania". Questo il messaggio che da alcune ore accoglie gli utenti di due gruppi di discussione dei forum pubblicati da ADUC, l'Associazione dei consumatori e degli utenti. Non capita spesso che in Italia vengano posti sotto sequestro forum aperti a qualunque utente internet".

Dietro alla chiusura ci sta la segnalazione alla procura della Repubblica di Catania della associazione Meter Onlus di Don Fortunato di Noto, il quale, come riportato su PI, dice: "non si tratta assolutamente di censura. Ma teniamo presente che quei forum contenevano messaggi di una pesantezza e di una volgarità eccezionale, rivolti non solo contro la fede cristiana ma anche contro altre fedi".

Mi sembra di essere ritornato ai tempi della Santa Inquisizione. E' vero, ho avuto occasione di navigare sui forum dell' Aduc e il disprezzo che ho trovato verso la fede e la religione in molti di quei messaggi è notevole. Sebbene non condivida molti interventi che compaiono sui forum dell'Aduc in merito a tematiche religiose, ritengo che la chiusura dei forum sia un atto contro Dio, più che un atto contro il forum e i suoi gestori.

Non bisogna aver paura degli uomini e di quello che scrivono o dicono, a quelli ci pensa Dio. Chiudere quei forum, servendosi della legge dello Stato, secondo me, dimostra mancanza di fede in Dio. Dimostra che l'uomo non ha fede nella capacità di Dio di fare giustizia e ha bisogno di ricorrere alla giustizia degli uomini.

Se credi in Dio, credi anche nella Sua giustizia e non nella giustizia della legge, dello Stato, degli uomini. Soltanto la giustizia di Dio è giusta, per chi crede in Lui. La giustizia degli uomini e dei tribunali ha condannato a morte Gesù sulla croce e questo dovrebbe fare riflettere chi di Gesù vuole essere testimone.

Mi dispiace quindi che quella segnalazione abbia portato alla chiusura dei forum dell'Aduc. Mi dispiace, perché come programmatore di computer, gestore di forum su alcuni siti di Internet, potrebbe succedere anche a me che a qualcuno venga in mente di denunciarmi per quello che dico o che altri partecipanti dicono, perché non gli piace e ritiene offensive e volgari le affermazioni in essi contenute. Sono azioni che non giovano alla diffusione del messaggio evangelico, ma anzi contribuiscono a creare un clima di ripugnanza e avversione verso il cristiano cattolico che in questo modo si trova sempre più solo e isolato, dove il messaggio di salvezza di Gesù sarà sempre più difficile farlo comprendere e vivere agli uomini di questo mondo, perché viene a mancare la misericordia.

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Tutto crolla

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E' crollato il campanile della mia parrocchia sulla chiesa.

La chiesa crollata

Quel campanile, sentinella delle alpi piemontesi, punto di riferimento per tanti contadini, con il suo orologio e il suono delle sue campane scandiva il tempo e ci accompagnava nella gioia e nel dolore, ora non c'è più, miseramente crollato sulla piazza antistante e sulla chiesa, distruggendo la facciata, il tetto e l'organo.

Quel campanile, malandato da tempo, era stato messo in sicurezza e imbragato in una struttura che avrebbe dovuto sostenerlo in attesa di una massiccia ristrutturazione di rinforzo, ma non è servita a niente. Tempo e soldi buttati al vento. Gli ingegneri e i progettisti con tanto di laurea e iscrizione agli albi professionali non hanno saputo fare i calcoli con Dio.

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L' amore per i fratelli

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Dalla prima lettera di Giovanni

Fin da principio vi abbiamo insegnato questo: che dobbiamo amarci gli uni gli altri. Allora non facciamo come Caino: egli apparteneva al diavolo e uccise Abele suo fratello. Sapete perché lo uccise? Perché le opere di Caino erano cattive e quelle di Abele erano buone. Fratelli non meravigliatevi se il mondo vi odia. Noi sappiamo che dalla morte siamo passati alla vita. La prova è questa: che amiamo i nostri fratelli. Chi non ama il prossimo è ancora sotto il dominio della morte. Chi odia il prossimo è un assassino. Voi lo sapete: se uno uccide il prossimo, la vita eterna non rimane in lui.

Noi abbiamo capito che cosa vuol dire amare il prossimo, perché Cristo ha dato la sua vita per noi. Anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli. Se uno ha di che vivere e vede un fratello bisognoso, ma non ha compassione e non lo aiuta, come fa a dire: "Io amo Dio ?". Figli miei, vogliamoci bene sul serio, a fatti. Non solo a parole o con bei discorsi.

Ecco come sapremo che la verità ci ha generati. Allora non avremo più paura davanti a Dio. Anche se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore. Egli conosce ogni cosa. Se invece, miei cari, il nostro cuore non ci condanna, noi ci possiamo rivolgere a Dio con piena libertà. Da lui riceveremo tutto quello che gli domandiamo in preghiera, perché osserviamo i suoi comandamenti, e facciamo quello che a lui piace.

Il comandamento di Dio è questo: che crediamo in Gesù Cristo, suo Figlio, e che ci amiamo gli uni gli altri, come ci ha ordinato. Chi mette in pratica i suoi comandamenti rimane unito a Dio e Dio è con lui. La prova che Dio rimane presente in noi è questa: lo Spirito che Dio ci ha dato. (1 Giovanni 3, 11-24)

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