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La Chiesa:

Il ritorno di Gesù

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Gesù ritorna attraverso la Chiesa tramite l'Eucaristia.

L'eucaristia è il seme di Gesù, è lo Spirito Santo che entra dentro di te e ti feconda per far nascere in te una nuova vita. Così come lo Spirito Santo ha fecondato Maria all'inizio del Vangelo (Alfa), per fare nascere Gesù, così lo stesso Spirito Santo lasciato da Gesù dopo la sua risurrezione alla fine del Vangelo (Omega), ai suoi discepoli (Chiesa), presente nell'Eucaristia, ti feconda per fare ritornare Gesù stesso generandolo dentro di te. Il "ventre" della Chiesa, immagine di Maria, genera quindi il ritorno di Gesù attraverso l'Eucaristia, sacramento della Chiesa cattolica, affinché si incarni nella tua persona dando inizio ad una nuova vita.

Quando questa nuova vita nasce, la si coltiva e la si fa crescere alimentata dall'insegnamento di Gesù e dallo Spirito Santo che si rinnova all'interno della Chiesa. Questa vita ti porta a Dio in persona. Quando sei presso Dio, tutto è possibile, perché Dio riconosce in te suo Figlio e tu riconosci in Dio tuo Padre.

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Maria, la tua fidanzata

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Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria sua madre, si era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. Giuseppe che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di rompere il fidanzamento senza dire niente a nessuno.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, la tua fidanzata, come tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Matteo 1, 18-20

Maria è la tua fidanzata che deve partorire un figlio e tu non devi aver paura di unirti a lei e sposarla. Ma chi è Maria?

Maria è immagine della Chiesa

Maria ha un bambino in grembo che deve partorire, aiutiamola a mettere alla luce questo bambino, perché quel bambino ci salverà dai peccati.

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Il terzo segreto di Fatima

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L'altro giorno ho visto in TV la trasmissione Enigma, dove si parlava del terzo segreto di Fatima. A me il terzo segreto di Fatima non ha mai detto molto, tuttavia guardando quella trasmissione, ho avuto modo di ripensarci sopra e interpretarlo secondo la mia esperienza e sensibilità spirituale. Nulla di nuovo sotto il sole. A mio avviso, il terzo segreto di Fatima è da collegare a quanto già ha profetizzato Gesù alla fine del quarto Vangelo, quello di Giovanni.

Il "vescovo vestito di bianco", secondo me, è una rappresentazione simbolica del papato, non di un Papa in particolare, ma rappresenta la storia del papato e della gerarchia ecclesiastica nel suo complesso. In questa ottica, c'è una concordanza e un possibile collegamento, secondo me, con le parole che Gesù disse a Pietro alla fine del Vangelo di Giovanni, dove io ci leggo la fine del papato.

Del resto, se Gesù deve tornare, nella parusia, il servo o il vicario dovrà prima o poi farsi da parte e lasciare spazio al padrone della vigna. Se il servo non vuole farsi da parte e restituire i beni al padrone, ma vuole continuare ad amministrare i beni che non gli appartengono, perché appartengono al padrone della vigna, bisogna che qualcun' altro, in un modo o nell'altro glielo faccia capire. Maria, la Madre di Dio, ci ha forse provato con quel messaggio simbolico ai tre pastorelli di Fatima? Non sta a me dirlo.

In questo senso io interpreto il terzo segreto di Fatima: come la "morte", la fine del papato e della gerarchia ecclesiastica per esaurimento della loro missione, missione che, con il sacrificio dei suoi servi, ha sostenuto la prima Chiesa ancora infantile. Gerarchia che dovrà cedere il passo a Gesù crocifisso, simboleggiato dalla croce, per continuare a "pascere" la sua Chiesa, finalmente matura e indipendente, guidata direttamente dal suo padrone, alimentata dal suo insegnamento e dal suo sacrificio. E' una mia interpretazione personale che può anche essere sbagliata, senza alcuna pretesa di essere vera, ma che vuole soltanto offrire maggiori spazi di riflessione.

"E io ti assicuro che tu sei Pietro e su di te, come su una pietra, io costruirò la mia Chiesa. E nemmeno la potenza della morte potrà distruggerla. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli." Matteo 16,18.19

Cattolico vuol dire universale, che riguarda tutti gli uomini. Ti rendi conto della grandezza e dell' importanza di tale aggettivo? Chiesa cattolica = Chiesa universale.

La parrocchia fa parte della Chiesa universale, è una sua componente. Ci sono tante parrocchie nel mondo, ma la Chiesa è una sola. La Chiesa è il corpo mistico di Gesù. Non so se te ne rendi conto di cosa significa essere il corpo mistico di Gesù. Quando sentiamo parlare di Chiesa, siamo abituati ad associare a tale parola la gerarchia ecclesiastica che comprende il Papa, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti, il clero, ecc. e ci dimentichiamo che la Chiesa è tutta la comunità dei credenti, di coloro che credono e mettono in pratica l' insegnamento di Gesù poggiando sulla guida e sull' autorità di Pietro.

Pietro ha le chiavi del regno dei cieli. Se Gesù gliele ha date, un motivo ci sarà. Evidentemente Gesù si fida di Pietro e tenere le chiavi è una grossa responsabilità, perché su Pietro ricade tutta la responsabilità della salvezza degli uomini. Le chiavi servono per tenere aperte le porte del perdono, le porte dell' amore, le porte che conducono alla salvezza secondo la volontà di Dio. Sarà a Pietro che Gesù chiederà conto della salvezza di tutti gli uomini, quando tornerà?

La Chiesa non è una squadra sportiva, non è una associazione filantropica, non è un partito politico. La Chiesa è il corpo mistico di Gesù, corpo costituito da coloro che credono in lui e mettono in pratica la volontà di Dio. La volontà di Dio è la salvezza di tutti gli uomini. Gesù ha promesso di rimanere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo: "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Matteo 28,20).

Gesù mantiene fede alla sua promessa, attraverso la Chiesa, cioè noi, comunità dei fedeli, espressione dello Spirito Santo. La sua presenza è concentrata nell' eucaristia, corpo e sangue di Gesù. Quindi la Chiesa è la dimostrazione più tangibile e reale della presenza di Gesù in mezzo a noi. Non dimenticare che la Chiesa è pure là dove due o tre sono riuniti nel nome di Gesù. "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro", dice Gesù in Matteo 18,20.

Gesù non specifica maschio o femmina, bianchi o neri, di sinistra o di destra, sposati o non sposati, laici o clericali, ma semplicemente due o tre persone indistinte, così come sono e non fa alcuna discriminazione razziale, né di sesso, nè di colore politico o religioso. E' bellissima questa cosa ed è di una semplicità disarmante, alla portata di tutti (universale). Quello che è importante è ritrovarsi riuniti nel nome di Gesù, perché possa manifestarsi la sua presenza. Il luogo d' eccellenza in cui le persone si riuniscono nel nome di Gesù, di solito, è il luogo di culto, la chiesa edificio, durante la messa o durante le preghiere, oppure i locali parrocchiali. Tuttavia qualunque luogo va bene per riunirsi nel nome di Gesù, perché Gesù non specifica un particolare luogo.

La Chiesa di Gesù siamo quindi noi credenti riuniti nel suo nome. La Chiesa può quindi essere omni-presente, dappertutto, basta che due o tre siano riuniti nel nome di Gesù. Non è necessario essere vicini o lontani, ma è importante sentirsi uniti nel nome di Gesù e fare la volontà di Dio. Si può fare unità anche stando a migliaia di Km di distanza, tramite il telefono, Internet, la radio o la televisione. E' importante tuttavia unirsi nel nome di Gesù e, unirsi nel nome di Gesù vuol dire credere in lui e mettere in pratica il suo insegnamento. Allora, se facciamo così, diventiamo la sua Chiesa, la sua vera famiglia, suoi amici e testimoni, perché i fratelli di Gesù sono quelli che ascoltano e vivono la parola del Padre che è nei cieli, come dice Gesù in Luca 8,21, Matteo 12, 50 e in Marco 3, 34-35: "Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".

Video: Team Benedikt

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