Febbraio 2008 Archives

Scienza e fede:

Credere nei numeri immaginari

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Tu ci credi nei numeri immaginari o numeri complessi? Penso di no. I numeri complessi sono chiamati anche numeri immaginari. Scommetto che non sai neanche cosa sono i numeri immaginari.
Facciamo un esempio: supponiamo di risolvere l'equazione x² + 1 = 0. Le soluzioni non sono reali, perché x²=-1 non dà soluzioni reali, non esiste nessun numero che elevato al quadrato dia un numero negativo reale. Le soluzioni esistono soltanto nel campo immaginario o complesso dove i matematici introducono o meglio si inventano l'unità immaginaria i. Se la inventano di sana pianta come i credenti si inventano Dio e ci credono, così i matematici credono nell'unità immaginaria che sta alla base dei numeri immaginari o complessi. Per cui definiscono i²=-1 e dicono che x=±i

I matematici fanno questo artificio: i²=-1.Ma cosa è questa unità immaginaria i ? Non si sa. E' qualcosa di immaginario, che non esiste, ma c'è e si usa alla grande. In altri casi si usa scrivere i = √-1.

Hai capito che diavoli questi matematici! Sono diavolerie matematiche che non stanno né in cielo né in terra, ma solo nella testa dei matematici, così come Dio sta nel cuore dei credenti.

Ma quello che è sorprendente è che i matematici usano i numeri immaginari come se fossero pane quotidiano e non solo loro. Tutti gli scienziati, i fisici e gli ingegneri usano i numeri immaginari che in realtà non esistono, per fare conti in elettronica, in fisica e in geometria e arrivano anche a definire un piano complesso nello spazio.

Il bello è che poi tanti scienziati non credono in Dio, ma credono nei numeri immaginari e li adoperano in realtà concrete come l'elettronica e la fisica. Quei furbacchioni "rubano" la i di Dio per metterla davanti ad un numero per farlo diventare immaginario e sul quale crederci per farci dei calcoli complessi. Non lo trovi assurdo e anche un po' ipocrita?

Poi se vai a chiedere ai matematici se credono in Dio, ti guardano storto e si definiscono atei. Per non dire quando prendono in mano la Bibbia per leggerla, si scandalizzano.

Devi sapere una verità molto profonda che ora io, matematico e programmatore di computer, ti svelo e cioè che i numeri complessi z o immaginari (perché frutto dell'immaginazione umana) sono definiti da una componente reale x e da una componente immaginaria y in questo modo: z = x + iy: che hanno l'equivalente nel campo religioso corrispondente alla componente carnale e alla componente spirituale. SSSTTTT!!! Non lo dire a nessuno, resti un segreto tra me e te.

Capisci quindi che l'uomo nel campo religioso è come un numero complesso formato da una componente carnale e da una componente spirituale sul quale ci puoi fare dei conti, nel senso che lo puoi digitalizzare. Ma questo i matematici fanno fatica a comprenderlo. Ti ho rivelato la più profonda delle verità umane: la sua natura complessa, equivalente ad un numero complesso. Anche tu devi scoprire qual è la tua componente carnale X e la tua componente spirituale Y e metterle insieme, sommarle per formare il numero complesso Z, la tua identità divina digitale.

Devi sapere un'altra cosa: che un numero complesso z=x+iy ha il suo complesso coniugato z* = x-iy, così come Dio ha nell'uomo il suo complesso coniugato, essendo l'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio, il numero complesso coniugato z* è l'immagine di Dio che si specchia in z rispetto alla parte reale di z che è x, cioè rispetto alla sua parte carnale che resta la stessa. Questo vuol dire che Dio si specchia nella parte spirituale rispetto all'uomo, mantenendo la stessa parte carnale. Ora capisci perché Dio si è incarnato in Gesù-uomo?

Gesù e il Vangelo:

L'indemoniato di Gerasa

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Ho già accennato alla figura dell'indemoniato di Gerasa in un commento ad un mio post precedente per spiegare a Odifreddi il significato dei demoni mandati in un branco di porci, identificandolo con la figura di Paolo di Tarso, detto anche Saulo.

Rileggiamo quei passi del Vangelo:

Matteo Capitolo 8, 28-34:

Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».
A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci a pascolare; e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti. I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.

Marco, Capitolo 5, 1-14:

Intanto giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!». E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti». E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.

Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare. I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto.
Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.

Luca, Capitolo 8, 26-39:

Approdarono nella regione dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri. Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell'uomo. Molte volte infatti s'era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso.

Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise. I demòni uscirono dall'uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei villaggi. La gente uscì per vedere l'accaduto, arrivarono da Gesù e trovarono l'uomo dal quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento. Quelli che erano stati spettatori riferirono come l'indemoniato era stato guarito. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro. L'uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto». L'uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto


Ci troviamo di fronte ad un indemoniato epilettico (Paolo di Tarso, secondo me, il quale pare soffrisse di epilessia. L'epilessia a quei tempi era considerata demoniaca. "Ancora nei secoli del tardo Medio evo e inizi primo Risorgimento, si credeva che l’epilettico fosse posseduto da un dio, o da un’entità superiore che attraverso lui parlava, faceva gli oracoli, manifestando le proprie volontà. Infatti, nella storia si verificò che molti Profeti vissero uno stato di male epilettico; si affermava che lo fossero stati : Maometto, Paolo di Tarso, Martin Lutero" ), due invece secondo Matteo erano gli indemoniati (infatti Paolo aveva due nomi: Paolo e Saulo che poi sono la stessa persona), sono talmente furiosi che nessuno riusciva più a passare per quella strada. Infatti Paolo, ebreo e cittadino romano, osservatore ligio della legge, amico del console, perseguitava i cristiani.

Gli indemoniati, una legione (romana aggiungo io), chiedono a Gesù: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?» Quel demonio di Paolo (prima della conversione) perseguitava i cristiani e doveva proprio essere una furia per i primi cristiani, tanto da impedire loro il cammino spirituale per quella strada che porta a Dio. "Saulo intanto infieriva contro la Chiesa: entrava nelle case, trascinava fuori uomini e donne e li faceva mettere in prigione" Atti 7,3.

Marco ci dice qualcosa di più. Lo spirito maligno si chiama legione e sono in molti. Ora le legioni facevano parte dell'esercito romano e Saulo era amico del console e probabilmente poteva contare sull'appoggio del console che gli metteva a disposizione la legione al servizio delle sue persecuzioni contro i cristiani.

Ma Gesù scaccia i demoni dall'indemoniato Saulo e su loro richiesta li manda in un branco di porci. I porci, secondo me, rappresentano i pagani romani, appunto l'esercito di occupazione romano e con questo episodio dove i porci precipitano in un dirupo, Gesù profetizza anche la caduta dell ' Impero Romano che precipita nella dissolutezza, oltre ad anticiparci la conversione di Paolo.

Luca è quello che più di tutti ci chiarisce le idee quando racconta: "L'uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto». L'uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto". Infatti Paolo nelle sue lettere ci racconta della sua conversione e di come ha incontrato Gesù. Vedi ad esempio la lettera di Paolo ai Galati 1,13-24.

Ecco quindi che i Vangeli in questa figura criptica dell'indemoniato di Gerasa ci anticipano, a mio avviso, la conversione di Paolo e la sua opera di evangelizzazione nel mondo.

TOP GUN:

Caccia intercettore in volo

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Signori, in questa lezione di volo impareremo ad a(r)mare e a lanciare i missili, metaforicamente parlando. Sono missili aria aria, cioè cielo-cielo progettati per distruggere le false ideologie mentali. Impareremo a neutralizzare i missili terra-aria della contraerea, lanciati dalle basi radio e televisive collocate a terra per contrastare la nostra azione di liberazione spirituale. Qui imparerete a usare anche i missili aria-terra chiamati AASM (advanced air to surface missile) per rendere inoffensive quelle postazioni radiofoniche e televisive che da terra ci disturbano nella nostra azione di liberazione spirituale. La fase due si chiama FOX ONE, e vuol dire lancio di missile radar semi attivo.

Ma prima occorre una lezione in volo di collaudo

Il terrore delle intercettazioni

C'è un uomo vittima di se stesso da salvare e liberare, perché Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e noi lo dobbiamo salvare. Gesù dice che la Verità ci renderà uomini liberi. Anche quell'uomo parla di libertà e le intercettazioni possono aiutare quell'uomo a conoscere la verità, quella verità a volte un po' scomoda e che si vorrebbe nascondere, per imprigionare la persona in una gabbia mentale di ipocrisia e falsità. Quell'uomo non sa quello che dice e si contraddice da solo: promette nessun provvedimento liberticida, ma pensa a condannare a cinque anni di carcere chi usa gli intercettori in modo sconsiderato. Chi è limpido come l'acqua, è trasparente e non teme le intercettazioni dei caccia mandati da Dio e non ha bisogno di leggi a copertura missilistica.

Caccia intercettore in volo

La verità è la conoscenza del messaggio evangelico, un messaggio di amore. La Verità sono le parole di Gesù. La libertà, invece, non significa fare ciò che si vuole in barba ad ogni regola etica. La libertà non è la libertà di divorziare e di risposarsi con chi si vuole, non è la libertà di abortire, ma è la libertà di amare. Libertà significa sentirsi liberi di amare il prossimo e chi ci sta accanto, di amare la persona che si è scelto di sposare, di amare il bambino che si è scelto di concepire, di amare la donna che porterà alla luce quel bambino: Maria.

Per chi invece ritiene che debba essere lo Stato a difendere la libertà con l'approvazione di dodici disegni di legge, Dio risponde con i dodici apostoli dell'Agnello e le dodici ceste di pezzi di pane d'orzo avanzate. Ai cinque anni di prigione, Dio risponde con i cinque pani d'orzo. E ai due milioni di multa, Dio risponde con due pesci: Gesù e Pietro.

Fox One: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" Giovanni 8,32 .

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