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Segnalazioni e link:

Lettera Enciclica Spe Salvi

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il sole


Ti segnalo la LETTERA ENCICLICA SPE SALVI DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E A TUTTI I FEDELI LAICI SULLA SPERANZA CRISTIANA

Bellissima e di una umanità straordinaria, soprattutto dove spiega cosa è la vita eterna. Da leggere. Grazie B16!

La morte e la vita:

Il suicidio di Giuda

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Intendo aprire una riflessione sul suicidio di Giuda, affrontandola sotto una nuova luce, diversa ma logica, anche per comprendere meglio il sacrificio di Gesù e come questo viene rispecchiato nella figura di Giuda.

Solo Matteo credo, tra gli evangelisti, riporta il suicidio di Giuda. Rileggiamolo:

Matteo 27,
[3] Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani
[4] dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "Che ci riguarda? Veditela tu!".
[5] Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.

Emerge chiaramente nel racconto di Matteo che Giuda si rende conto del male che ha fatto e si pente, corre dalle autorità religiose a confessare il suo peccato e a restituire le 30 monete, cercando un perdono che non riesce a trovare. Del resto Gesù, in quel frangente, non è ancora risorto e quindi Giuda non può ancora sapere cosa sia il perdono di Gesù risorto. Non trovando perdono, né presso gli uomini, né presso Dio, Giuda si suicida impiccandosi.

E qui, secondo me, non ci siamo. Dio ha mandato Gesù per la salvezza di tutti gli uomini, nessuno escluso. Quindi non è logico e non ha senso, dal mio punto di vista spirituale, che Giuda sia l'unico uomo, tra i discepoli di Gesù che non riesca a salvarsi.

Ci deve essere qualcosa di più profondo e nascosto nel suicidio di Giuda.

Ragioniamo

Si sa che Gesù, durante la cena pasquale, offre a Giuda un boccone di pane inzuppato per indicare ai commensali chi lo tradisce e si legge che dopo aver preso quel boccone dalle mani di Gesù, Satana entra dentro di lui (Gv. 13,26 - Lc 22,3). Quindi Satana si impossessa di Giuda, a sentire l'evangelista Giovanni. Però Gesù, durante il suo insegnamento, disse che Satana non può scacciare se stesso.

Se Satana è entrato dentro Giuda, come è possibile che Giuda possa suicidarsi e quindi scacciare, in un certo senso, Satana stesso? Di nuovo non è logico. Giuda ha dimostrato, suicidandosi, di essere in grado di scacciare il Satana che è entrato dentro di lui. Satana è assassino e omicida, non suicida. Se satana uccide l'uomo di cui si serve per commettere il male, vuol dire che è un controsenso o Satana è fesso. Se Satana non fosse entrato dentro Giuda, allora posso capire il suicidio di un uomo, preso dalla sconforto per aver commesso il male, non potendo essere perdonato e riabilitato.

Ma poiché l'evangelista dice chiaramente che Satana entrò dentro Giuda, il suo suicidio equivale al suicidio di Satana stesso e questo non è possibile perché Satana non uccide le persone di cui si serve per commettere il male, ma semmai le gratifica. Quindi non è possibile e non è logico che Giuda si sia suicidato, perché Gesù ha detto che Satana non può scacciare se stesso, altrimenti il regno di Satana si indebolisce e finirebbe venendo a mancare le persone di cui Satana si serve per fare il male.

Quindi le ipotesi sono due:
1) Gesù ha detto il falso e quindi Satana può scacciare se stesso suicidandosi;
2) Non è vero che Satana è entrato dentro Giuda.

Siccome Gesù è la Verità, non può mentire e dire il falso. Quindi è vero che Satana non può scacciare se stesso perché lo ha detto Gesù che è la Verità. Di conseguenza, scartata la prima ipotesi, rimane la seconda ipotesi: è falso che Satana sia entrato dentro Giuda come sostengono gli evangelisti Luca e Giovanni.

Gli evangelisti tuttavia sono uomini ispirati da Dio, che partono da fatti storici realmente accaduti per raccontarci le cose del Cielo. Se Giovanni ha detto che Satana è entrato dentro Giuda dopo che Gesù gli ha dato il boccone, una ragione ci deve pur essere, altrimenti ci troviamo di fronte ad una contraddizione, irrazionale e fuori da ogni logica, a mio avviso.

Come la spieghiamo e la risolviamo questa apparente contraddizione? Perché Giuda ha tradito e poi si è suicidato? Solo per rimorso?

La cosa, secondo me, è spiegabile e risolvibile logicamente in termini profetici ed escatologici se nella figura di Giuda il traditore identifichiamo la figura di Dio stesso. Non mi fraintendere, Dio è Amore e l'amore è la chiave per comprendere perché Dio si fa traditore nella figura di Giuda. Infatti Gesù ha dato a Giuda un boccone di pane che simboleggia il suo corpo. Quindi dentro Giuda è entrato per primo Gesù-Dio e a ruota, a seguire Satana, questo secondo Giovanni, perché secondo Luca prima entra Satana in Giuda e dopo entra Gesù. Ma ha poca importanza se prima o dopo.

Giuda forse è il primo a ricevere da Gesù quel boccone di pane inzuppato che lo trasforma in Dio stesso, essendo quel pane il corpo di Gesù-Dio.
Solo se Satana entra o si trova dentro Dio, è possibile scacciarlo e a scacciarlo è Dio stesso che, incarnatosi in Giuda, si suicida come uomo e come Dio, facendosi crocifiggere nella figura di Gesù, Dio incarnato.
Quindi Giuda, in questo contesto, non può essere altri se non Dio stesso che per amore accetta di farsi traditore, accetta le 30 monete che gli hanno voluto dare i farisei, attirando su di sé Satana o avendolo già dentro, per poterlo scacciare e sconfiggere attraverso il sacrificio di se stesso: Gesù, perché Gesù è Dio.

Ancora una volta il suicidio di Giuda riassume e sintetizza in poche parole la storia della Salvezza, riassume il sacrificio-suicidio che Dio fa per la nostra salvezza, dimostrando di essere in grado di sconfiggere Satana. Così possiamo anche spiegare e comprendere quell'apparente contraddizione dei Vangeli. E' Gesù che offre se stesso a Giuda, perché possa scacciare Satana, attraverso il sacrificio di se stesso, "Quello che devi fare (scacciare Satana da dentro di te), fallo presto" Gv. 13,27 dice Gesù a Giuda (Dio) quasi con complicità. Quindi il suicidio di Giuda, a mio avviso non fa altro che ripercorrere e affiancare simbolicamente il sacrificio di Gesù (Dio) e la sua vittoria su Satana e sul male.

Concludendo, il tradimento di Giuda e la sua successiva morte può essere letta e interpretata in diversi modi. Qui ti ho voluto offrire uno spunto di riflessione personale in più su cui meditare e farti vedere come Dio ha saputo "programmare" la storia della Salvezza, codificandola in eventi e personaggi evangelici, storici che, se compresi nella loro essenza spirituale più profonda, ci spiegano quanto è grande l'amore di Dio per l'uomo, un Dio in grado di rivolgersi contro se stesso pur di salvarci.

Luca 22,
[19] Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". [20] Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi". [21] "Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. [22] Il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito!". [23] Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò. Credo che la risposta sia: Dio, per amore e per la nostra salvezza.

Scienza e fede:

La proteina dell'immortalità

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C'è sempre stato nell'uomo il desiderio di essere immortale, di tendere verso l'immortalità, da non confondere con il desiderio di eterno o di eternità.
L'immortalità è qualcosa che prima non c'è, ma nasce e poi continua a vivere per sempre e che non muore con il tempo, mentre l'eternità è qualcosa che esiste da sempre e continua ad esistere.
L'eternità include l'immortalità, ma l'immortalità non include l'eternità.

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Calcolo distribuito: Folding at home, un progetto di ricerca americano sull'avvolgimento delle proteine per capire meglio come nascono tumori e particolari malattie invalidanti.

Nel vangelo Gesù parla di vita eterna, non parla di vita immortale. Gesù dice che chi crede in lui ha la vita eterna, non la vita immortale. Il Catechismo ha tra i suoi insegnamenti quello di credere nella vita eterna, ma non quello di credere in una vita immortale. Il concetto di immortalità lo troviamo legato all'anima dell'uomo, ma non alla vita.

Il Catechismo della Chiesa cattolica, al numero 1023 dice: "Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono « così come egli è » (1 Gv 3,2), « a faccia a faccia » (1 Cor 13,12)"

Il concetto di vita eterna è subordinato al concetto di morire nella grazia e nell'amicizia di Dio, nella purificazione. Questo "morire" ti fa vivere per sempre con Cristo.

Vita e morte sono due parole in antitesi tra di loro. Se sei vivo non puoi essere morto e se sei morto non puoi essere vivo. In natura ci sono diverse forme di vita che vanno dalla vita vegetativa alla vita spirituale.La vita vegetativa è forse la forma più semplice e primitiva di vita, è una forma di vita "automatica" priva di coscienza, ma che reagisce a stimoli sensoriali e chimico-fisici. C'è poi la vita cosciente e infine la vita spirituale. La vita dell'uomo abbraccia tutte queste tre forme di vita: dalla vita vegetativa del neonato a quella spirituale dell'asceta, passando per la vita cosciente nella fase adulta.

La vita spirituale è un percorso di maturazione diverso dal percorso che porta alla vita cosciente, il quale è collegato alla crescita del cervello che coordina tutti gli aspetti della vita cosciente.

Verrebbe da pensare che la vita spirituale sia "padroneggiata" dal cervello, da particolari stati del cervello che, sotto l'azione di sostanze chimiche prodotte dal nostro organismo o dal cervello stesso, "evolve" in forme di coscienza "superiori" che noi definiamo spirituali.

Non è da escludere, anche considerando l'effetto di certe droghe sul cervello che danno origine ad allucinazioni e stati di coscienza alterati. Io invece escludo che la vita spirituale sia padroneggiata dal cervello.

Non confondiamo la spiritualità con le allucinazioni o particolari stati emotivi frutto dell'attività chimica del cervello.

Il cervello è un muscolo, un insieme di cellule neuronali molto complesso di cui si conosce ancora poco. Se la vita spirituale fosse collegata con il cervello o con particolari suoi stati, è chiaro che con la morte della persona e quindi con la morte cerebrale, avrebbe termine anche la vita spirituale di quella persona. La realtà invece ci dimostra che la vita spirituale prosegue anche dopo la morte. Infatti malgrado Gesù sia morto, al di là del fatto che sia risorto o meno, il suo spirito è ancora vivo al giorno d'oggi. Questo vale non solo per Gesù, ma anche per altri "spiriti" nobili, dove Gesù, per noi cristiani essendo Dio incarnato, è l'esempio più importante e significativo.

Folding at Home, calcolo distribuito sull'avvolgimento delle proteine

Folding at home, calcolo distribuito: un progetto di ricerca americano sull'avvolgimento delle proteine, per capire come nascono tumori e particolari malattie incurabili.

Si può tuttavia parlare di una proteina dello spirito? Esiste una proteina o un gene responsabile della trasmissione della vita spirituale? Esiste il cromosoma "Jesus"? Rispondere a questa domanda non è semplice. Secondo me non esiste una proteina o un cromosoma "Jesus" all'interno del patrimonio genetico e biologico dell'uomo. Se ci fosse, non avremmo avuto bisogno di Gesù, non avemmo avuto bisogno che Dio creasse Adamo ed Eva.

La vita eterna quindi, secondo me, non è collegata a particolari stati del cervello o a particolari forme genetiche, ma è collegata alla conoscenza di Dio, all'albero della vita, perché Dio è vita. Dio lo si può conoscere se qualcuno ce lo rivela o se è Lui stesso a farsi conoscere direttamente. Chi ci può rivelare Dio è Gesù stesso per mezzo del Vangelo, ma anche la Chiesa che, come Eva, è stata creata da Dio per fare da "aiuto" a Gesù nel compito di rivelarcelo, battezzandoci, dandoci un nome attraverso il quale possiamo acquisire una dignità che ci trasforma dallo stato di bestie allo stato di figli di Dio. Si sa che Gesù discende da Adamo e che Adamo è stato creato da Dio dalla polvere. C'è tutta una genealogia che parte da Adamo e arriva fino a Gesù, passando per Abramo e Mosè, dove Dio si rivela poco per volta all'uomo e in forma confusa.

Sappiamo che Dio ha ordinato ad Adamo di non cibarsi dell'albero della conoscenza del bene e del male, perché qualora ne avesse mangiato sarebbe morto. Adamo non ha ubbidito e in conseguenza di questa disubbidienza è nato il peccato originale che è poi stato cancellato da Gesù, l'uomo voluto da Dio e per mezzo del quale Dio si rivela a tutti gli uomini. L'ordine di Dio di non cibarsi dell'albero della conoscenza del bene e del male vale soprattutto per Adamo dal quale deve discendere Gesù e quindi è un ordine che Dio rivolge a se stesso, perché se Gesù si fosse cibato di quell'albero non avrebbe portato a termine la missione per il quale Dio lo ha mandato. Si sarebbe fatto un sacco di domande se sarebbe stato bene o male comportarsi così, perdendo di vista la sua missione di salvezza.

Infatti Gesù non chiede a se stesso se è lecito fare del bene o del male, ma lo chiede ai farisei: Marco 3,4 "Poi domandò loro: «È lecito, in un giorno di sabato, fare il bene o fare il male? Salvare una vita o toglierla?» Ma essi tacevano." E Gesù risana la mano del malato. Quindi Gesù non mangia dall'albero della conoscenza del bene e del male. Non va a vedere cosa dice la legge in merito e non si fa scrupoli e se ne infischia della legge, di ciò che è bene o male secondo gli uomini. La sua missione è la salvezza della vita, anche a costo di infrangere la legge.

Sul piano scientifico invece l'uomo ha sempre cercato di prolungare la vita il più a lungo possibile arrivando anche alla manipolazione genetica pur di provare a fermare il processo di invecchiamento. Eppure non rientra nei piani di Dio una vita immortale. Dio ci ha progettati mortali per una vita eterna. Una vita quindi che è sempre esistita ancora prima che nascesse l'uomo. E' chiaro che di fronte ad una vita eterna, alla quale tutti gli uomini sono chiamati a partecipare con Gesù, una vita immortale perde di significato e non ha quindi più senso la ricerca affannosa da parte degli scienziati di soluzioni biologiche o genetiche atte a rendere la vita umana "senza fine".

Va bene la ricerca scientifica nel senso di migliorare la vita umana e renderla in grado di guarire dalle malattie oggi incurabili e invalidanti, per arrivare sereni ad affrontare la propria morte. Ma spingersi oltre, alla ricerca di qualcosa che possa rendere immortale la vita di un uomo, secondo me è senza significato. Una vita immortale in questo mondo sarebbe l'anticamera dell'inferno, una condanna delle peggiori.

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