Ottobre 2007 Archives

Gesù e il Vangelo:

Affamati e assetati di giustizia

| | Comments (2)

Si dice che dove non c'è giustizia, c'è vendetta e la vendetta chiama vendetta.
Qual è il confine tra giustizia e vendetta?
Vediamo prima cosa dicono il Vangelo e alcuni profeti biblici in merito alla giustizia.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Mt. 5,6
Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Mt. 5,10
Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli. Mt 5,20

Ma guai a voi, farisei, perché pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erba, e trascurate la giustizia e l'amor di Dio! Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. Lc.11,42

Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti? Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra? Lc. 18,7-8

Appunto. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra? E' Dio che rende giustizia agli uomini e lo fa con prontezza. Alla giustizia di Dio corrisponderà la fede degli uomini? Si chiede Gesù.

Dio ama la giustizia: "Io sono il Signore che amo il diritto e odio la rapina e l'ingiustizia: io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro una alleanza eterna. Isaia 61,8

Ma cosa è la giustizia secondo Dio ?

Risponde Geremia 22,13: Guai a colui che costruisce la sua casa senza giustizia e le sue camere senza equità; che fa lavorare il prossimo per nulla, non gli paga il suo salario.

Risponde Isaia 1,17: imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!

Risponde anche Zaccaria 7 :[8] Questa parola del Signore fu rivolta a Zaccaria: [9] "Ecco ciò che dice il Signore degli eserciti: Praticate la giustizia e la fedeltà; esercitate la pietà e la misericordia ciascuno verso il suo prossimo. [10] Non frodate la vedova, l'orfano, il pellegrino, il misero e nessuno nel cuore trami il male contro il proprio fratello".

Cosa risponde il Papa?
B16: "Da Ratzinger, un messaggio per "gli ultimi" e "le persone rette e oneste che soffrono per le sopraffazioni". Cita il Vangelo: "Come potreste pensare che il vostro Padre celeste, buono e fedele, il quale desidera solo il bene dei suoi figli, non vi faccia a suo tempo giustizia? La fede ci assicura che Dio ascolta la nostra preghiera e ci esaudisce al momento opportuno, anche se l'esperienza quotidiana sembra smentire questa certezza".
Il Papa fa centro e risulta allineato con Dio.

Cosa è invece la giustizia secondo l'uomo?
Chi risponde?

Risponde Beppe Grillo cabarettista comico, molto polemico. Lui protesta perché nessun partito ha chiesto le dimissioni del Ministro della Giustizia e, riportando una lettera di Marco Travaglio, dice: Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. ... fermare sul nascere le indagini sul potere..
Beppe Grillo ha una idea di giustizia conflittuale e meno serena di quella divina, per lui la giustizia consiste nel chiedere le dimissioni del Ministro della Giustizia. Un assurdo che più assurdo non si può.

Risponde Clemente Mastella Ministro della Giustizia : "La legge è uguale per tutti".
Mastella si allinea sulla Costituzione italiana e per lui la giustizia è la legge dello Stato che deve essere uguale per tutti (del resto essendo un uomo di Stato deve recitare quella parte). E', a mio avviso, un concetto distorto e contraddittorio di giustizia (vedi immunità parlamentare), perché la legge dello Stato non è mai perfetta come quella di Dio e soprattutto non contempla la misericordia e il pentimento se non in forme marginali.

Risponde Luigi De Magistris, magistrato: "Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri."
De Magistris ha una idea di giustizia diversa e sconfessa il Ministro della Giustizia dicendo in una intervista al Corriere della sera che i potenti, davanti alla legge, non sono uguali come tutti gli altri. Quindi, a sentire il magistrato, la legge non è uguale per tutti. Ma allora ci prendiamo in giro?

In tutto sto casino l'unico che si salva è il Papa, almeno lui è coerente e dimostra di aver capito la logica di Dio in merito alla giustizia, ben diversa dalla logica che hanno gli uomini della giustizia.

E secondo te cosa è la giustizia? E cosa è la vendetta? Che differenza c'è tra giustizia e vendetta? Si può dire che la vendetta è una una forma di giustizia "fai da te" ?
Con il sistema giudiziario e legislativo l'uomo laico stabilisce le regole e rinuncia a farsi giustizia (vendetta) da sé per i torti subiti, delegando lo Stato in tale compito.
L'uomo, credente in Dio laico o non laico, invece dovrebbe rinunciare a farsi giustizia da sé delegando Dio in tale compito, sulla base di quanto abbiamo letto nel Vangelo.

Purtroppo ciò non avviene o avviene raramente. Dio viene spesso messo da parte, non considerato e si preferisce ricorrere alla giustizia del sistema giudiziario fatta di legali e tribunali. Così la Giustizia finisce per collassare e non riesce a stare dietro a tutti i crimini e torti che vengono commessi, molti reati finiscono prescritti per l'uomo, ma non per Dio. Non sarebbe meglio, difronte ad un torto subito, lasciare correre, confidando nella giustizia divina? Quanti sono disposti a confidare nella giustizia di Dio?

Top music:

Dio e il tempo

| | Comments (7)

Video di Beppe Grillo su Dio-time out-2000 Roma
Dio, il tempo e il settimo giorno.

Antico Testamento:

L'uomo abbandonerà suo padre e sua madre

| | Comments (5)

... e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.

Ripetiamolo: "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne". Genesi 2,24

Chi è l'uomo?

Chi sono i genitori?

Chi è la moglie?

Ma prima di porci tali domande chiediamoci se è giusto. E' giusto che sia soltanto l'uomo ad abbandonare i suoi genitori e ad unirsi alla sua donna? La donna non è tenuta ad abbandonare i suoi genitori? La donna resta in casa? Quindi, secondo quell'insegnamento biblico e secondo logica, soltanto l'uomo è invitato a lasciare i suoi genitori e ad andare a vivere a casa di lei insieme ai genitori di lei, cioè con i suoceri, perché la Genesi non invita la donna a lasciare i suoi genitori e ad unirsi al suo uomo. Ma quando mai un uomo accetta di andare a vivere a casa dei genitori di lei, con i suoceri tra i piedi per di più. E poi le donne, in genere, sono le prime a preferire una vita lontano dai propri genitori.

Dio sarebbe stato più giusto e razionale (logico) se a quella frase avesse aggiunto: "e la donna abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a suo marito e i due saranno una sola carne." Allora sì, in questo caso anche la donna è invitata a lasciare i suoi genitori e ad unirsi al suo uomo, così i due possono andare a vivere insieme, lontano dai genitori di lei e di lui. Altrimenti anche Tommaso Padoa Schioppa avrebbe da ridire e dovrebbe fare un'altra finanziaria per fare uscire di casa la donna con il marito.

Del resto, da quando mondo è mondo è quasi sempre la donna che lascia la casa per unirsi al suo uomo. Difficilmente e di malavoglia un uomo accetta di andare a vivere a casa dei genitori di lei, insieme con i suoceri.

Se Dio non ha voluto fare uscire di casa la donna, ma soltanto l'uomo, evidentemente quell'uomo, quella donna e quel padre e quella madre (cioè i genitori) sono qualcosa di diverso da quello a cui siamo stati abituati a credere o pensare fino ad oggi (almeno per me da quando ho frequentato il catechismo da piccolo). Probabilmente in quella frase della Genesi si nasconde qualcosa di più profondo e di nascosto che fino ad ora non siamo stati in grado di percepire con i nostri sensi.

Già, ma allora cosa sono? Non è facile comprenderlo.

L'uomo è Adamo, il padre di Adamo è Dio. La donna è Eva. I genitori di Eva chi sono? Eva è nata da una costola di Adamo per volontà di Dio, quindi i suoi genitori sono Dio e Adamo. Ma non hanno importanza i genitori di Eva. Soltanto i genitori di Adamo hanno importanza in questo contesto perché Adamo li deve abbandonare.

Abbiamo scoperto che il padre di Adamo è Dio. E la madre di Adamo chi è?

Chi è la madre di Adamo?

Chi è la madre di Adamo?

Ci deve pur essere una madre, dal momento che la Genesi la cita. La risposta è: "Non c'è ancora". Perché la madre di Adamo deve ancora venire. Per ora Adamo ha solo Dio come padre e non ha una madre. Però sappiamo dal Vangelo che Gesù ha sempre dimorato con il Padre fin dal principio. Quindi deduciamo che questo Adamo non è altro che un Gesù in formazione. E' solo l'inizio di quello che diventerà Gesù.

Dio, con Adamo, inizia quindi a formare l'uomo in cui intende incarnarsi.

Capito questo, possiamo identificare in Adamo il futuro Gesù, la cui madre tutti conosciamo: Maria.
Ora che sappiamo che i genitori di Adamo sono Dio e Maria, dobbiamo scoprire chi è Eva, la moglie.
Non ci vuole tanto per capirlo a questo punto.

Eva è la Chiesa

Più precisamente Eva è la Chiesa allo stato embrionale.
Eva non è altro che il nome di variabile che Dio ha scelto per identificare la futura Chiesa.

Infatti come Eva è nata per volontà di Dio da una costola di Adamo, così la Chiesa nasce da una costola di Gesù che la mia sensibilità spirituale identifica in quella ferita al costato da cui sgorga acqua e sangue.

Quindi l'uomo (Adamo) Gesù abbandonerà suo Padre (Dio) per incarnarsi, e sua Madre (Maria) per unirsi alla sua moglie che è la Chiesa e i due saranno una sola carne. Infatti la Chiesa è il corpo mistico di Gesù. I conti tornano e ogni tassello va al suo posto. Ma la storia non finisce qui.

Perché Dio ha voluto creare Eva? Per essere di aiuto ad Adamo nel dare i nomi a tutto il bestiame da come si legge nella Genesi. Cosa vuol dire "dare i nomi a tutto il bestiame"? Vuol dire battezzare, perché quando battezzi assegni un nome al battezzato. Certo che il termine "bestiame" come nome di variabile usata da Dio è un po' rozzo, ma chiarisce abbastanza il concetto.

E cosa fa la Chiesa da quando è nata? Non fa altro che battezzare, dimostrando quindi di essere quell'aiuto che Dio ha voluto mettere al fianco di Adamo (Gesù).

Puoi così vedere come Dio ha scritto fin dall'inizio, in codice di programmazione, usando nomi di variabili tratte dal linguaggio comune, quello che è il suo programma di salvezza e come lo sta realizzando nella Chiesa.

Il programma di salvezza di Dio prosegue nella Chiesa di Gesù, Una, Santa, Cattolica e Apostolica e che deve unire l'Alfa all' Omega.

Ministro Padoa Schioppa, Lei non ha bisogno di fare finanziarie per fare uscire i bamboccioni dalla famiglia, perché il programma di salvezza per l'uomo, per tutti gli uomini, (quello che lei chiama il DPF) lo ha già scritto Dio e Lei sta interferendo con il programma di salvezza di Dio. Si faccia l'esame di coscienza e si chieda se veramente l'uomo ha bisogno del suo aiuto economico per salvarsi l'anima. Non si salva l'anima dei giovani a dosi di denaro elargito con mano leggera per farli uscire di casa. Cosa se ne fa un giovane del suo aiuto economico quando finisce per perdere la vita in mezzo alla strada.

Se ha recepito il messaggio, si comporti di conseguenza, perché Dio è amore, non denaro. Quell'aiuto destinato ai bamboccioni italiani, se ritiene, le consiglio di destinarlo piuttosto per opere di beneficenza in quelle zone del quarto mondo dove non c'è da mangiare e dove i bambini muoiono in mezzo alla strada per dissenteria. I bamboccioni ne possono fare a meno.
Poi faccia come crede.

Vangelo vissuto:

La dignità del cristiano

| | Comments (0)

I cristiani hanno una dignità?

Il cristiano ha una dignità?

I cristiani hanno una dignità?

Signore, noi cristiani abbiamo una dignità?

Ma più in generale

L'UOMO ha una dignità?

I cristiani sono uomini ancora prima di essere cristiani. Devono rinunciare alla loro dignità di uomini?

Di fronte allo Stato e alle leggi vessatorie emanate dai politici di Roma, dal Governo italiano, come anche da qualunque altro governo nel mondo, io chiedo se il cristiano ha una dignità da difendere e da far rispettare di fronte agli uomini, ma soprattutto di fronte allo Stato?

Se una legge dello Stato imponesse di pagare la tassa rifiuti con 1.000.000 di versamenti da 1 centesimo l'uno in giorni feriali diversi, ma consecutivi, per quanto demenziale e vessatoria quella legge possa essere, il cristiano è tenuto a fare 1.000.000 di versamenti da 1 centesimo senza fiatare? Può protestare ? Può rifiutarsi ?
Il cristiano può rifiutarsi di fare 1.000.000 versamenti da 1 centesimo tutti i giorni feriali visto che si tratta di una legge demenziale e vessatoria? O deve rassegnarsi, tacere (cioè amare in silenzio), ubbidire e pagare con 1.000.000 versamenti tutti i giorni ? E' solo un esempio.

Cosa fare? Porgere l'altra guancia? Pagare impiegando tutto il proprio tempo in 1.000.000 code allo sportello in tutti i giorni feriali? Dare mandato alla propria banca di pagare 1 centesimo in tutti i giorni feriali, dove ogni commissione bancaria costa cinque euro?

E se una legge dello Stato imponesse a tutti i cittadini, compresi i cristiani di mettersi il velo? Oppure di tatuarsi il proprio codice fiscale sulla fronte, in modo ben visibile, tu come cristiano accetteresti?

Oggi ci può sembrare assurdo, ma non è detto che uno sconvolgimento politico possa portare al potere persone con una visione delle cose diversa dalla nostra con l'intenzione di fare una legge vessatoria (vessatoria a seconda dei punti di vista) nei confronti di certe categorie di persone come gli automobilisti o i ciclisti, che imponga di mettere sul tettuccio della propria auto o sul parafango della propria bicicletta un crocefisso o una mezzaluna o la falce e il martello o la croce uncinata o la bandiera italiana ... con lo scopo di affermare e ribadire il loro modo di vedere le cose, senza tenere conto della tua dignità di persona, di cristiano o di uomo.

Vangelo vissuto:

Gesù bamboccione?

| | Comments (16)

In questo articolo pubblicato sull'edizione online del Corrire della Sera, come in articoli simili di tanti altri giornali come per esempio La Stampa, (vedi articolo) i giornalisti riportano: «Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», sintetizza con estrema brutalità e molta ironia Tommaso Padoa Schioppa nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.»

Grazie Padoa Schioppa! Il termine "bamboccione" è un po' offensivo, ma mi piace, un po' come il termine "cretino" di cui i cristiani sono stati spesso soprannominati da tanti non credenti come Odifreddi.

Pagina de La Stampa, edizione di Torino del 01-10-2007

Da La Stampa, edizione Torino del 01/10/2007

Forse, caro Padoa Schioppa, Lei dimentica che anche Gesù è stato un "bamboccione" usando un termine da lei coniato per quelli che tardano a staccarsi dalla famiglia. E se lo è stato Gesù, di conseguenza, lo sono tutti quelli che gli vanno dietro come me e tanti cristiani. Già, lui è stato con papà e mamma fino alla veneranda età di 30 anni e passa, fino a quando è morto sulla croce con la mamma ai suoi piedi. Una eternità per quei tempi dove molto probabilmente si andava a lavorare a 12 anni e a 15 forse già ci si sposava.

Poi Gesù, invece di cercarsi una moglie e mettere su famiglia, come vorrebbe vedere il nostro Ministro dell'Economia, si è messo a girare per la Palestina a predicare il Vangelo, invece di pensare a finanziare le casse di Roma antica con il suo lavoro.

Io, come cristiano innamorato di Gesù, invece non giro per la Palestina, ma giro per Internet per comprendere meglio il Vangelo e cercare di testimoniarlo. C'è qualcosa che non va? Sentirmi dire "bamboccione" da Padoa Schioppa, il Ministro dell'Economia in persona, uno che della gestione del dio denaro ne ha fatto una scelta di vita essendo laureato in economia e ministro dell'Economia e delle Finanze, mi lascia da una parte un po' rammaricato, ma dall'altra mi fa capire di essere sulla buona strada.

Voglio ricordare a Padoa Schioppa che i bamboccioni per me sono i politici, che non si vogliono allontanare dalle loro poltrone e andarsene dal Parlamento, come anche i giornali e i giornalisti, finanziati dallo Stato invece che da papà e mamma. Fa qualche differenza? Forse solo l'età.

Non so se Lei è un cristiano, ma la sua battuta la ritengo offensiva per chi è cristiano e, come cristiano, io le porgo l'altra guancia e se vuole darmi anche del vitellone o del mammone, faccia pure. Le ricordo che i cristiani, quelli veri, amano Gesù e vivono il suo insegnamento che è di amare Dio e il prossimo e non quello di amare i soldi o mammona.

Caro ministro, si guardi intorno, tante persone hanno fatto il militare come soldato semplice, senza tanti piagnistei, al servizio dello Stato con una paga di 150.000 lire mensili, mantenuti per un anno dallo Stato, a volte interrompendo gli studi e il lavoro per obbligo di legge, mentre molti altri hanno fatto il militare nei carabinieri o negli ufficiali di complemento con il grado di sottotenente, percependo uno stipendio decente, sempre mantenuti dallo Stato. Ma quello che secondo me è più grave è che tante persone, il servizio militare non lo hanno fatto per un motivo o per l'altro e, ultimamente, mi pare che quelli della sua classe, i politici, abbiamo intenzione di abolire (se non lo hanno già fatto) il servizio militare che aiutava i giovani a staccarsi dai propri genitori e a fare una vita comunitaria lontano dalla famiglia. Mentre invece andrebbe sostituito con un servizio civile comunque obbligatorio per i giovani, per un senso di giustizia verso chi ha fatto il militare o il servizio civile.
Allora chi è più bamboccione? I cristiani, i giornalisti o i politici?

Come Lei ha detto che vuole mandare i bamboccioni fuori di casa, io dico che vorrei mandare i politici inquisiti fuori dal Parlamento, per un senso di giustizia. Posso dirlo? Caro Ministro, incominci a mandare fuori dal Parlamento i suoi colleghi "bamboccioni". Termino augurandole lunga vita al servizio dello Stato, perché ho grande stima di Lei.

Fede e ateismo:

I due ladroni

| | Comments (30)

Dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 27:

[38] Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
[39] E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo:
[40] "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!".
[41] Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano:
[42] "Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo.
[43] Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!".
[44] Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.

Dal Vangelo di Marco capitolo 15:

[27] Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.
[28] .
[29] I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: "Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni,
[30] salva te stesso scendendo dalla croce!".
[31] Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: "Ha salvato altri, non può salvare se stesso!
[32] Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo". E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 23:

[32] Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati.
[33] Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.
...

[39] Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!".
[40] Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?
[41] Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male".
[42] E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".
[43] Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso".

Dal Vangelo secondo Giovanni, capitolo 19:

[17] Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota,
[18] dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo.
...

[31] Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via.
[32] Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui.
[33] Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,
[34] ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

Tutti e quattro gli evangelisti riportano l'episodio dei due ladroni, seppure con sfumature diverse. Matteo e Marco non fanno distinzioni, entrambi i ladroni insultano Gesù come fa il resto della gente che passava di lì. Luca invece è più preciso e per lui soltanto un ladrone insultava Gesù, l'altro in un certo senso si ravvede e riconosce l'innocenza di Gesù.

Si tratta, dal mio punto di vista, di un episodio profetico e molto psicologico oltre che storico. Quei due ladroni impersonano la figura del peccatore credente che si converte e del peccatore non credente, la figura della della fede da una parte e la figura dell'ateismo dall'altra, se vogliamo.

Cosa ci vogliono dire gli evangelisti raccontando l'episodio dei due ladroni crocifissi con Gesù? Si tratta di due peccatori, dei malfattori, due ladri, dove per Gesù i ladri, come le prostitute, ci precedono nel regno dei cieli. Gesù lo conferma in questo episodio e dice al ladrone "convertito": In verità ti dico, "oggi sarai con me nel paradiso". Lo dice ad un ladrone, un peccatore che ha riconosciuto e accettato davanti a Gesù la condanna della croce come giusta pena da scontare per le sue azioni peccaminose. Questo ladrone non si ribella, non insulta Gesù come fa l'altro ladrone che cerca la salvezza sperando che Gesù lo faccia scendere dalla croce.

E' un atteggiamento comune di tanti uomini atei e non credenti che quando sono in croce, cioè quando devono passare e affrontare momenti difficili e di dolore nella vita, si ribellano a Dio e a Gesù, a volte fino ad insultarlo rinfacciandogli ipocritamente di essere Figlio di Dio, l'onnipotente che dovrebbe usare i suoi poteri per alleviargli i dolori, chiedendogli, sempre sarcasticamente e ipocritamente, di essere salvato, nella speranza che Dio possa evitargli la croce e il dolore. Quei non credenti o atei probabilmente non si rendono conto che è proprio la croce, l'accettazione della croce e del dolore che li introduce nel regno di Dio o paradiso, come lo chiama Gesù.

Quel ladrone, un gran peccatore, riesce a convertirsi e ad accettare la croce e il dolore come la giusta pena che deve scontare per le sue azioni malvagie chiedendo a Gesù non la salvezza, ma solo di ricordarsi di lui quando sarà nel suo regno, dimostrando così una grande umiltà e fede in Gesù. E Gesù gli promette il paradiso.

Giovanni invece introduce un dettaglio che gli altri evangelisti non riportano. Ai due ladroni, su ordine di Pilato, per richiesta dei giudei, i soldati spezzano le gambe, mentre a Gesù che era già morto non spezzano le gambe, ma trafiggono il costato da dove sgorga acqua e sangue.

Che cosa significa questo particolare di Giovanni? Che cosa significa spezzare le ossa delle gambe ai due ladroni ? Perché Giovanni ha riportato questo particolare? Emerge dall'analisi che i due ladroni sono morti dopo Gesù e hanno visto Gesù agonizzante morire in croce, ma hanno anche visto fuoriuscire acqua e sangue dal suo costato quando è stato trafitto dalla lancia del soldato per ordine di Pilato. Perché è uscita acqua e sangue dal costato di Gesù? Cosa significa?

Quei due ladroni tardavano a morire e spezzare le ossa delle gambe è un modo per accelerarne la morte, come riportano diversi testi a commento di quell'episodio. Perché accelerarne la morte, quando la crocifissione doveva essere una pena atroce ? Si dice che era la vigilia della festa e non si voleva che i corpi rimanessero in croce durante il giorno festivo.

Se i due ladroni simboleggiano i credenti e i non credenti che guarderanno colui che hanno trafitto, allora possiamo affermare che quel passo del Vangelo è profetico perché la Storia ci insegna che la fede, ma anche l'ateismo pur non credendo in Dio, hanno sempre guardato a Colui che hanno trafitto. E' un passo a mio avviso molto profetico che va molto avanti nel programma di salvezza di Dio, difficile da comprendere e spiegare e che probabilmente riguarda, da un punto di vista escatologico, il corpo mistico di Gesù (la Chiesa), la fede e l'ateismo coinvolgendo la stessa risurrezione.

In fondo i due ladroni, secondo la mia sensibilità spirituale, siamo sempre noi e la loro figura simboleggia l'uomo vecchio, il peccatore che crede da una parte e non crede dall'altra. Egli deve morire insieme a Gesù per poter risorgere. La Pasqua di risurrezione arriva anche per lui e non è bene che resti appeso alla croce nel giorno di festa. Se tarda a morire, forse ci pensa Dio per mezzo dei soldati, su richiesta dei giudei ad accelerarne la morte.

Su un piano escatologico di più largo respiro inerente il nostro destino, I due ladroni simboleggiano quindi la parte credente, pur peccatrice che si converte e la parte non credente o atea del mondo che insulta Dio e Gesù. Entrambi vedono morire Gesù e vedono anche fuoriuscire sangue e acqua dal suo costato trafitto. Ciò significa probabilmente che i credenti e i non credenti non solo sono chiamati a condividere la croce con Gesù, ma verranno messi di fronte a Gesù agonizzante e saranno testimoni della sua morte oltre che della nascita della Chiesa (corpo mistico di Gesù) che battezza con quell' acqua e con quel sangue fuoriuscito dal costato di Gesù. Dopo aver assistito a tutti quegli avvenimenti nella sofferenza della croce, anche a loro toccherà morire prima del giorno di festa, per essere tolti dalla croce e poter risorgere con Gesù.

Link: Papa: il Battesimo di Gesù e la nostra chiamata alla santità

Gesù e il Matrimonio:

L'uomo non separi ciò che Dio ha unito

| | Comments (17)

"L'uomo non separi ciò che Dio ha unito" o meglio " Ciò che Dio congiunge, l'uomo non separi" Mt.19,8

Che cosa significa?

Questa frase viene pronunciata da Gesù quando alcuni farisei gli chiedono se è lecito divorziare dalla propria moglie per un motivo qualsiasi.

Gesù risponde nel capitolo 19 del Vangelo di Matteo:

[4] Ed egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:

[5] Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?

[6] Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi".

[7] Gli obiettarono: "Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?".

[8] Rispose loro Gesù: "Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.

[9] Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio".

[10] Gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi".

[11] Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.

[12] Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".

Cerchiamo di capire. Il discorso è articolato, ma io qui intendo aprire una riflessione su ciò che Dio unisce, riservandomi di approfondire gli altri aspetti in un altro momento, eventualmente.

Che cosa unisce Dio? Solo l'uomo e la donna? Quando una unione si può dire voluta da Dio e non dall'uomo?

L'uomo, secondo Gesù, non deve separare ciò che Dio unisce. Gesù parla in generale cercando di rispondere ad una questione particolare legata al matrimonio. Dio unisce soltanto il maschio e la femmina, l'uomo e la donna?

Quando Gesù dice: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" a chi si riferisce? Là dove due o tre persone (maschi o femmine, ricchi o poveri, giovani o vecchi, sani o malati non ha importanza) sono riuniti nel nome di Gesù (cioè se c'è una volontà comune di unione nel nome di Gesù) allora Gesù è in mezzo a loro.

Certamente l'unione coniugale basata sul matrimonio cristiano realizza il Gesù in mezzo agli sposi se la volontà degli sposi va in quella direzione. Ma non soltanto quella.

Gesù è coerente. Sposarsi in chiesa o sposarsi in municipio non ha senso, sotto il profilo religioso, se quella unione non è voluta da Dio. E come si fa a sapere se una unione tra uomini e donne è voluta da Dio o è soltanto un capriccio umano frutto della volontà dell'uomo e non della volontà di Dio? Qualcuno potrebbe rispondere: dai frutti e dalle opere.

Vediamo di approfondire. Dio, oltre a unire i corpi, unisce il corpo alla vita e unisce la vita allo Spirito, ma soprattutto Dio ti unisce a Lui. Separare la vita dal corpo significa in pratica togliere la vita al corpo e quindi uccidere, quindi quando Gesù dice all'uomo di non separare ciò che Dio ha unito, non fa altro che ripetere il comandamento di Dio: "Non uccidere!" con parole diverse, ma la sostanza è la stessa.

Così quando Gesù prega Dio affinché tutti siano una cosa sola tra di loro uniti, con queste parole: "Padre santo, conserva uniti a te quelli che mi hai affidati, perché siano una sola cosa come noi" (Gv. 17,11) , non fa altro che chiedere a Dio l'unità tra Dio e i suoi discepoli. Cioè, in definitiva è Dio stesso che unisce a sè chi vuole.

Come si legge in Gv. 17,6-19 Gesù dice: "Tu mi hai affidato alcuni uomini scelti da questo mondo: erano tuoi, e tu li hai affidati a me. Io ho rivelato chi sei, ed essi hanno messo in pratica la tua parola. Ora sanno che tutto ciò che mi hai dato viene da te. Anche le parole che tu mi hai dato, io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e hanno riconosciuto, senza esitare, che io provengo da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro. Non prego per il mondo, ma per quelli che mi hai affidato, perché ti appartengono. Tutto ciò che è mio appartiene a te, e ciò che è tuo appartiene a me, e la mia gloria si manifesta in loro. Io non sono più del mondo, loro invece sì. Io ritorno a te. Padre santo, conserva uniti a te quelli che mi hai affidati, perché siano una cosa sola come noi. Fa che appartengano a te mediante la verità: la tua parola è verità.. Tu mi hai mandato nel mondo: così anch'io li ho mandati nel mondo. E io offro me stesso in sacrificio per loro, perché anch'essi siano veramente consacrati a te".

Dio, dopo aver unito a sé coloro che hanno ascoltato Gesù e il suo insegnamento, unisce a sé anche coloro che crederanno dopo aver ascoltato la parola dei discepoli di Gesù.

Così prega Gesù in Gv. 17,20-21: "Io non prego soltanto per questi miei discepoli, ma prego anche per altri, per quelli che crederanno in me dopo aver ascoltato la loro parola. Fa che siano tutti una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato."

Sono parole forti e impegnative dove Dio unisce a sé i futuri credenti affinché il mondo creda, cioè si possa salvare. Ecco perché l'uomo non deve separare ciò che Dio unisce, perché rovina il programma di salvezza di Dio.

Quando l'uomo separa il corpo dal corpo, con la pratica dell'aborto, là dove l'uomo separa il corpo dalla vita con la pratica dell'eutanasia o dove l'uomo separa lo vita dallo Spirito con la pratica del divorzio, o dove separa lo Spirito dallo Spirito con la pratica della bestemmia, l'uomo non fa altro che peccare e separare ciò che Dio ha unito, cioè separare: la madre e il figlio, il corpo e la vita, il corpo e lo Spirito, ecc.. Quindi, separare ciò che Dio unisce equivale im pratica a UCCIDERE!

Nel caso dell'eutanasia, avviene la stessa cosa: L'uomo, separando consapevolmente o inconsapevolmente ciò che Dio ha unito: il corpo alla vita, non fa altro che commettere un assassinio.

E c'è poco da questionare se il corpo è moribondo o è ancora in formazione, cioè nella fase fetale. L'uomo non separi ciò che Dio ha unito. Lo dice Gesù, non lo dico io. Io lo ripeto per amore di Gesù, convinto di quello che dico.

Allo stesso modo il divorzio è una forma di assassinio silente, tanto più grave quanto maggiore è l'unione dei coniugi soprattutto con Dio.

Gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi".

Ma quale uomo e quale donna? La donna e l'uomo carnale? Spero che ti sia chiaro, dopo aver meditato sui passi del Vangelo che ho riportato che quell'uomo è Gesù-Dio e quella donna è la Chiesa, comunità di credenti uniti a Dio.

Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.
Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".

Il ventre della madre è il ventre di madre Chiesa che genera i sacerdoti che non si sposano, altri non si sposano perché gli uomini di questo mondo hanno deciso che per sposarsi ci vogliono casa e lavoro e se questi non ci sono, è bene non sposarsi. Altri non si sposano per il regno dei cieli, perché chi muore e risorge a nuova vita, non si ammoglia e non si marita, ma vive come gli angeli del cielo. Lc 20,34-36, Mt 22,30, Mc 12,25.

About this Archive

This page is an archive of entries from Ottobre 2007 listed from newest to oldest.

Agosto 2007 is the previous archive.

Novembre 2007 is the next archive.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.