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Gesù e il Vangelo:

La trasfigurazione di Gesù

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Matteo, Marco e Luca ci raccontano la trasfigurazione di Gesù. Sono tre racconti simili, ma che presentano sfumature diverse a seconda dell'evangelista che le racconta.

Non sto a riportare tutti i testi, ti invito ad andarli a leggere in tutte e tre le versioni.

Marco 9,2-3: "Dopo sei giorni (otto giorni, secondo Luca), Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche".

Evidentemente a quei tempi non esistevano i saponi e gli sbiancanti chimici che esistono oggi. Come interpretare quella trasfigurazione? Secondo me, Gesù fa vedere ai suoi discepoli il Papa vestito di bianco. In senso profetico Gesù assume le sembianze di un "Papa terreno".

Interpretando quell'episodio in senso profetico viene naturale vedere in Gesù trasfigurato il Papa, non un Papa in particolare, ma la figura generica del Papa, vicario di Cristo. Praticamente Gesù con la sua trasfigurazione fa vedere ai suoi discepoli la sua gloria futura che possiamo ritrovare nella Storia fino ad oggi, visibile nella figura del Papa a capo della Chiesa cattolica.

Appunto il Papa, Gesù trasfigurato, quell'uomo con la veste bianca e splendente che più bianca non si può, spiega e realizza, a mio avviso, quella profezia della trasfigurazione.

Gesù trasfigurato conversava con Elia e Mosè che in quel contesto prendono il posto delle figure di Gesù (Mosè) e Giovanni Battista (Elia) di oggi.

Infatti la Chiesa e il Papa "dialogano" con Gesù e con Giovanni Battista, figure presenti nei Vangeli e nella Chiesa stessa.

Mosè ed Elia parlavano con Gesù del suo destino che deve compiersi in Gerusalemme. Quello non è solo il destino di Gesù, ma è anche, probabilmente, il destino del Papa e della Chiesa che deve compiersi a Gerusalemme.

I discepoli vedono Mosè ed Elia, ma non sanno che devono fare un salto nel futuro e quindi Mosè ed Elia "dialogano" con il futuro Papa e la futura Chiesa e quindi, a mio avviso, simboleggiano le figure di Gesù e Giovanni Battista di oggi.

Lc. 9,33 "Mentre questi si separavano da Gesù, Pietro gli disse: 'Maestro, è bello per noi stare qui'. Pietro vuole preparare tre tende, ma non sapeva quello che diceva."

Pietro che rappresenta il Papato di oggi, è estasiato nel vedere la gloria futura di Gesù e gli piace stare a contemplare quella gloria, vuole piantare le tende dove si trova, non sa che il suo destino è a Gerusalemme insieme a quello di Gesù, per questo non sapeva cosa dire ed è spaventato. Ma proprio in quel frangente una nube li avvolge con la sua ombra. Quella nube è Dio che indica a Pietro a Giacomo e a Giovanni (figure che prenderanno corpo all'interno della Chiesa) chi devono ascoltare.

La voce di Dio ci invita ora ad ascoltare la voce della Chiesa guidata da Gesù che si trasfigura nella figura del Papa. Quella voce trapassa la Storia ed è la stessa voce di Dio che, al battesimo sul Giordano, indica in Gesù il suo Figlio prediletto, colui che ha mandato. Non voglio dire che dobbiamo mettere da parte Gesù per ascoltare soltanto il Papa, ma che dobbiamo vedere nel Papa la continuazione dell'opera e dell'insegnamento di Gesù.

Pietro, nella dinamica del vangelo, raffigura il papato, la gerarchia, Giovanni è un altro discepolo molto vicino a Gesù e a Pietro, Giacomo è un'altra figura vicina a Gesù. Giacomo viene ucciso da Erode (Atti 12,1-2) ed evidentemente da quell'episodio possiamo capire che Giacomo raffigura quella parte di Chiesa che subisce la persecuzione e il martirio. A quei tre discepoli Gesù mostra la sua gloria.

Ancora una volta il Vangelo profetizza la Chiesa e, con questo episodio, l' Istituzione del papato. Il Papa è Gesù trasfigurato, incarna la sua gloria su questa terra. Per quanto possa sembrare strano, i discepoli di Gesù dovrebbero riuscire a vedere la sua gloria in mezzo a noi, attraverso la figura del Papa.

Dio Amore:

Salmo 110

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Salmo 110

[1] Di Davide. Salmo.
Oracolo del Signore al mio Signore:
"Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi".

[2] Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
"Domina in mezzo ai tuoi nemici.

[3] A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato".

[4] Il Signore ha giurato
e non si pente:
"Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek".

[5] Il Signore è alla tua destra,
annienterà i re nel giorno della sua ira.

[6] Giudicherà i popoli:
in mezzo a cadaveri
ne stritolerà la testa su vasta terra.

[7] Lungo il cammino si disseta al torrente
e solleva alta la testa.

Gesù e il Vangelo:

Piedi sporchi

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E' di questi giorni la polemica sorta in merito al contestato video "Sex Crimes and the Vatican", uscito su Internet e trasmesso dalla Rai in una trasmissione del giornalista Michele Santoro: "Annozero" e che riguarda le accuse di pedofilia all'interno della Chiesa i cui reati, secondo le accuse, sarebbero stati coperti, messi sotto silenzio e non denunciati, se non in pochi casi. Non conosco i particolari della vicenda, mi limito ad alcune osservazioni di tipo spirituale.

Un peccato, quello della pedofilia all'interno della Chiesa, che a mio avviso è già stato profetizzato da Gesù nel Vangelo, in particolare nel capitolo 13 del Vangelo di Giovanni, versetti 1-20, nell'episodio del pediluvio.

Rileggiamolo quell'episodio della lavanda dei piedi, in senso profetico e riflettiamoci sopra alla luce dei fatti accaduti.

[1] Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

[2] Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,

[3] Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,

[4] si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.

[5] Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.

[6] Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?".

[7] Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo".

[8] Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai i piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me".

[9] Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!".

[10] Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti".

[11] Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete mondi".

[12] Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Sapete ciò che vi ho fatto?

[13] Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.

[14] Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.

[15] Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.

[16] In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato.

[17] Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.

[18] Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno.

[19] Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono.

[20] In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato".

Quell'episodio della lavanda dei piedi richiama l'insegnamento di Gesù ad essere al servizio gli uni degli altri e all'umiltà reciproca. Tuttavia io cerco di andare oltre, andando più in profondità a livello spirituale, leggendo quel testo in senso profetico.

Per me il lavaggio dei piedi sporchi significa anche il lavaggio dal peccato. Dobbiamo lasciare che Gesù ci lavi dal peccato a cominciare dai piedi e avere l'umiltà di accettare che sia Gesù a lavarci i piedi dal peccato, dai nostri peccati che ci separano e allontanano da Lui.

I piedi rappresentano la base su cui poggia tutto il corpo. I discepoli di Gesù hanno i piedi sporchi, sono peccatori come tutti, hanno camminato in mezzo alla polvere del mondo e della terra e si sono sporcati. Così lo sono anche i piedi di Pietro che rappresenta la gerarchia, il papato e i suoi piedi rappresentano la base sulla quale poggia quella gerarchia, quella Istituzione che è la Chiesa cattolica. Pietro non vuole che Gesù gli lavi i piedi. Ma Gesù lo ammonisce e gli dice che se Lui non gli lava i piedi, non potrà fare parte di Lui, cioè essere unito a Gesù.

Gesù dice a Pietro che ora non capisce quel gesto, ma lo capirà dopo. Già, capire dopo, comprendere soltanto dopo che i fatti sono avvenuti. Gesù pensava a Giuda che lo avrebbe tradito. Eppure i "giuda" che tradiscono Gesù continuano ad esserci tra i suoi discepoli e c'è bisogno ancora di molti lavaggi di piedi da parte di Gesù.

Ma Gesù ci ha voluto dare l'esempio e anticipare i tempi profetizzando ciò che già sapeva. Come ha fatto Lui, così dobbiamo fare anche noi: lavarci i piedi dal peccato gli uni gli altri.

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