Gennaio 2007 Archives

Gesù e il Vangelo:

Donna, ecco tuo figlio

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Dal Vangelo di Giovanni:

Mentre i soldati si occupavano di questo (dividersi i vestiti di Gesù e tirare a sorte la sua tunica), accanto alla croce stavano alcune donne: la madre di Gesù, sua sorella Maria di Cleofa e Maria di Magdala.
Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito. Allora disse a sua madre: "Donna, ecco tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre". Da quel momento il discepolo la prese in casa sua
. Giovanni 19,25-27.

Mia personale riflessione:

in questo episodio del Vangelo di Giovanni, Gesù è morente sulla croce. Vede ai piedi della croce sua madre e il suo discepolo prediletto e rivolgendosi a sua madre le dice: "Donna, ecco tua figlio". Non dimentichiamoci che nella dinamica del Vangelo, la donna simboleggia, dal mio punto di vista, la Chiesa cattolica. In questo caso Maria, la madre di Gesù, riceve da Gesù la sua eredità: Il discepolo prediletto che, per volontà di Gesù, diventa suo figlio. Ancora una volta siamo davanti ad un episodio dove emerge chiaramente che la Santa Madre Chiesa cattolica, in qualità di madre, è Maria, perché siamo tutti figli della Chiesa, almeno i cattolici. Gesù assegna quindi a Maria i suoi discepoli in qualità di figli. Ma se la Chiesa cattolica è Maria stessa e non può essere diversamente, allora viceversa, Maria è la Chiesa cattolica, non soltanto una immagine. La Chiesa cattolica è l'incarnazione di Maria, la madre di Dio, così come Gesù è stato l'incarnazione di Dio.

Successivamente Gesù, morente sulla croce, si rivolge al discepolo prediletto e gli dice: "Ecco tua madre". Gesù affida quindi in eredità la Chiesa cattolica al suo discepolo prediletto in qualità di madre.

Ma chi è il discepolo prediletto?

Sei tu! Sì, il discepolo prediletto da Gesù, sempre dal mio punto di vista, sei tu quando credi in Lui e ascolti il suo messaggio, seguendolo. Il discepolo prediletto siamo noi tutti quando crediamo in Gesù. A noi Gesù affida la Chiesa cattolica, Maria, sua madre. Ed è proprio in questo frangente di sofferenza che Gesù ci fa tutti fratelli all'interno della Chiesa, tutti sullo stesso piano di figliolanza, nessuna gerarchia, perché figli della stessa madre: la Chiesa cattolica. Ed è qui che Gesù svela chi è Maria, sua madre: è la Chiesa cattolica.

Gesù non si rivolge a Maria chiamandola, mamma, madre o Maria, ma chiamandola: donna, riallacciandosi alla Genesi, all'inizio, al principio della creazione, a quella donna creata da Dio da una costola dell'uomo-Gesù. Allo stesso modo Gesù si rivolge al suo discepolo prediletto, senza chiamarlo per nome, non lo chiama Giovanni, non lo chiama affatto, proprio perché il discepolo prediletto siamo tutti noi che crediamo in Lui.

Dopo che Gesù ha svelato al discepolo prediletto che sua madre è Maria, la madre di Gesù, l'episodio si chiude con questa frase: "Da quel momento il discepolo la prese in casa sua". Ma cosa vuol dire prendere in casa propria una persona? Vuol dire ospitarla, accudirla e dargli vitto e alloggio. E' quello che ogni discepolo di Gesù deve fare: occuparsi della Chiesa, difenderla, aiutarla, sostenerla, ospitarla in casa propria. Perché la Chiesa cattolica è Maria, la madre di Gesù e madre di Dio. Noi che crediamo in Gesù siamo tutti figli della Chiesa.

Il discepolo prediletto, il fedele, è quindi l'incarnazione di Gesù, perché nato da Maria, la Chiesa che è l'incarnazione della Madre di Gesù. Gesù quindi ritorna tutti i giorni attraverso la Chiesa cattolica, incarnandosi nei suoi discepoli e nei suoi fedeli. Per questo motivo Gesù dice alla fine del Vangelo di Matteo: "E sappiate che io sarò sempre con voi, tutti i giorni, sino alla fine del mondo."

Gesù e il Vangelo:

Vai a chiamare tuo marito e poi ritorna qui

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Dal Vangelo secondo Giovanni:

Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: "Dammi da bere". I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

Gesù le rispose: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva". Gli disse la donna: "Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?

Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?". Rispose Gesù: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna".

"Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua". Le disse: "Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui".

Rispose la donna: "Non ho marito". Le disse Gesù: "Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".

Gli replicò la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare". Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.

Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità".

Giovanni 4,5-24


Mia personale riflessione:

Gesù incontra una samaritana, una donna al pozzo e gli chiede da bere. Ne nasce un dialogo che ho riportato. Io in quella donna ci vedo la futura Chiesa cattolica in formazione. La donna chiede a Gesù la sua acqua miracolosa che non è l'acqua che si beve, ma l'acqua dello Spirito Santo.

Gesù invita la donna a chiamare suo marito (ma il marito della donna-Chiesa è Gesù stesso, lo sposo della Chiesa che toglie la sete). La donna le risponde di non avere marito. Gesù le conferma che non ha marito, avendone avuti cinque e quello che ha (in "quello" io ci vedo il Papa che fa da vicario di Cristo) non è il marito della donna-Chiesa e quindi non può togliere la sete alla donna, perché il vero marito della donna, lo sposo della Chiesa, è Gesù.

Per questo motivo Gesù dice alla donna di andare a chiamare suo marito, lo sposo, Gesù stesso, l'unico che le può dare di quell'acqua che toglie la sete.

E chi sono i precedenti cinque mariti della donna? Io, nei cinque mariti della donna samaritana, ci vedo i ministri sacri, cioè quelle figure gerarchiche istituite dalla Chiesa cattolica tramite il sacramento dell'Ordine: diaconi e sacerdoti, vescovi, cardinali e papi.

Alla fine del discorso con Gesù, la donna lascia al pozzo la brocca dell'acqua che non toglie la sete e torna in città a dire: "Venite a vedere: c'è uno che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non sarà per caso il Messia?"

Ancora una volta i Vangeli, tramite l'insegnamento di Gesù, profetizzano quella che è l' Istituzione della Chiesa cattolica: quella donna tratta da Dio, da una costola (ferita al costato) dell' Uomo - Gesù. Quella donna la ritroviamo nel libro della Genesi e nei Vangeli. Ed è Gesù stesso che profetizzava 2000 e passa anni fa tutto quello che la Chiesa-donna ha fatto (o meglio che farà). Infatti la Chiesa, ancora oggi non ha marito perché lo sta ancora aspettando. Il marito è Gesù che deve venire. Il Papa, essendo vicario di Cristo, non è il marito della Chiesa, non è lo Sposo della Chiesa, sebbene quest' ultima abbia cinque figure gerarchiche che le fanno da "marito". La Chiesa ti battezza con l'acqua della fonte battesimale che non ti toglie la sete, ma ti prepara all'incontro con Gesù che viene.

La Chiesa cattolica è quindi di aiuto all' Uomo nel dare i nomi (battezzare, lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo) a tutto il bestiame (tutti gli uomini che non hanno ancora incontrato Gesù e lo Spirito Santo) per farlo diventare "figlio della luce". Ma il vero battesimo è l'incontro personale con Gesù che ti battezza con il fuoco (battesimo di sangue) con quell'acqua che è lo Spirito Santo e che ti toglie la sete.

Oggi quella donna-Chiesa può ben gridare a tutti gli uomini: "Venite a vedere: c'è uno che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non sarà per caso il Messia?" Giovanni 4, 29. E' quello che la Chiesa cattolica sta facendo da secoli.


E ora fai attenzione:

Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni.
Molti di più credettero per la sua parola e dicevano alla donna: "Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo". Giovanni 4, 39-42

Alla fine molti credono in Gesù, non perché è la Chiesa che lo annuncia, ma perché è Gesù stesso che si fa sentire e si ferma con te.

Dio Amore:

Hallo God, I love you !

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Have You a good new 2007.

Salve mio Signore e mio Dio, come primo post di questo nuovo anno 2007 voglio dirti che ti amo e che mi affido come sempre a Te, al tuo amore e alla tua giustizia.

Ti segnalo il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni il cui nome fa rima con Giuseppe Fioroni, Ministro dell'Istruzione. Paolo Gentiloni ha recentemente firmato un Decreto Legge per contrastare il fenomeno della pedopornografia sulla rete Internet.

Si legge: "Nel decreto del Ministero delle Comunicazioni è disposto in particolare che gli Internet Provider si dotino dei sistemi per oscurare i siti incriminati, secondo i requisiti stabiliti nel provvedimento stesso, entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale al livello minimo di «nome del dominio» ed entro 120 giorni dalla stessa data a livello di «indirizzo IP ». Ogni 6 mesi si procederà poi al controllo dei risultati ottenuti, alla verifica delle tecnologie adottate e della loro congruenza con gli obiettivi della legge."

Su Punto Informatico leggo: "A stabilire su quali siti i mouse degli italiani non potranno scorazzare sarà il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia, organismo coordinato dalla Polizia Postale e già previsto dalla legge anti-pedoporno del 1998. "

A tal fine voglio richiamare cosa già diceva Gesù tempo fa e riportato in Matteo 18, 6-7-8-9-10.

Signore, voglio ricordare che un sistema per filtrare Internet esiste già ed è stato messo in piedi da un tuo funzionario, un tuo sacerdote: Don Ilario Rolle e va sotto il nome di Davide.it, una Onlus con sede a Venaria Reale in provincia di Torino e che già collabora con la Polizia Postale di Torino.

Serviranno ancora e avranno ancora senso servizi come Davide.it, dopo i provvedimenti del Ministro?

Signore, io mi fido poco dei ministri dello Stato, della Repubblica, dei funzionari della Polizia Postale, io mi fido di Te.

Che cosa può succedere se un funzionario della polizia postale o un comune cittadino ateo e agnostico a cui Tu stai antipatico e per cui Tu non esisti, si dovesse imbattere in questo sito o in altri simili? Chi ci garantisce che non trasmetta il mio IP alla Polizia Postale e al mio provider per l'oscuramento e la censura, perché secondo lui, si tratta di un sito pedopornografico, in buona o cattiva fede? Chi va a controllare? Chi ci garantisce della sua buona fede? E io come posso sapere se il mio IP è stato oscurato? Da chi mi posso informare? Me lo dirai Tu? Quali tutele e garanzie posso avere da quei signori? Io, le garanzie e le tutele le aspetto da Te.

Signore, basta poco per commettere una ingiustizia, un indirizzo IP trasmesso in modo sbagliato, una svista, un numero digitato male e non ricontrollato, un errore di battitura, sia da parte del funzionario della Polizia Postale, sia da parte dell'incaricato del provider che dovrà molto probabilmente inserire quel indirizzo IP in un router o in un firewall.

E poi Signore, su una macchina server Web, identificata con un unico IP ci stanno, di solito, molti siti. Se oscuro l'IP di quella macchina perché ospita un sito pedopornografico, rischio di oscurare tutti i siti che quella macchina ospita e che con la pedopornografia possono non avere nulla a che fare.

Signore, a me stanno a cuore le ultime volontà di Tuo Figlio Gesù riportate in Matteo 28,20, in Luca 24,47-48, in Marco 16,15, in Giovanni 20,21. Tu sai cosa devi fare, io mi affido e confido in Te.

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