Agosto 2006 Archives

Antico Testamento:

L'uomo e la donna del settimo giorno

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Nel libro della Genesi, ci sono due racconti distinti sull'origine dell'uomo.

Rileggiamoli:

L'uomo del sesto giorno:

e Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra". Genesi 1,26-28

L'uomo del settimo giorno:

allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Genesi 2, 7-8

La donna del settimo giorno

[18] Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
[21] Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. [22] Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. [23] Allora l'uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. perché dall'uomo è stata tolta". [24] Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Genesi 2, 18-24

Come vedi sono due racconti diversi che hanno significati profondamente diversi.

Ti devo fare presente che Genesi 2, 21-22 pare sia stato rinnegato dalla Chiesa romana sotto il profilo storico, come spiegato in questo articolo: http://www.timesonline.co.uk/article/0,,13509-1811332,00.html, cosa per me assurda e fuori da ogni logica, perché se chi legge i testi sacri, non è in grado di comprendere con gli occhi dello Spirito, ciò non significa che lo scritto non sia vero. Bisogna saperlo interpretare con gli occhi dello Spirito.

L'uomo del settimo giorno, secondo la mia interpretazione spirituale, non è altro che la rappresentazione simbolica della formazione e nascita di Gesù voluta da Dio e la donna del settimo giorno non è altro che la rappresentazione simbolica della Chiesa di Gesù, perché la Chiesa è una "costola" di Gesù, figlio dell'uomo. Gesù si deve unire alla sua Chiesa per diventare una sola carne con la sua Chiesa.

Questo significa che ogni uomo prima nasce a immagine e somiglianza di Dio, maschio e femmina, con lo scopo di riprodursi e moltiplicarsi, poi ad un certo punto della sua vita, il settimo giorno, il giorno del riposo, riceve da Dio o da Gesù un soffio di Spirito Santo, un alito di vita che lo fa diventare un essere vivente, un' anima vivente, come lo è Gesù e come lo sono anche i santi.

Quindi questo essere vivente si deve unire alla Sua Chiesa ("donna") plasmata da Dio con una costola dell'uomo-Gesù. Cioè l'uomo del settimo giorno deve abbandonare il vecchiume nel quale è nato e cresciuto, le sue origini fatte di polvere e miseria, raffigurate dal padre e dalla madre, per unirsi, incarnarsi e santificarsi nella Chiesa di Gesù, perché tratta da una Sua "costola", allo scopo di dar vita all'amore e realizzare quell'unità affinché il mondo creda. Questa Chiesa ci pensa Dio a plasmarla e a condurla all'uomo. E' ora di svegliarsi dal torpore. La costola è stata presa, la donna sta per essere plasmata e condotta all'uomo. Noi ci dobbiamo unire a lei affinché il mondo creda.

Spero che tu abbia capito quello che intendo dire. Vai avanti tu nella lettura del libro della Genesi che è molto bello se letto sotto l'angolazione della luce prismatica.

Antico Testamento:

Israele, ascolta!

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Ascolta Israele:

il Signore disse a Mosè: "Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri; questo popolo si alzerà e si prostituirà con gli dei stranieri del paese nel quale sta per entrare; mi abbandonerà e spezzerà l'alleanza che io ho stabilita con lui.

In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui; io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?

Io, in quel giorno, nasconderò il volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dei.

Ora scrivete per voi questo cantico e insegnatelo agli Israeliti; mettetelo loro in bocca, perché questo cantico mi sia di testimonio contro gli Israeliti.

Quando lo avrò introdotto nel paese che ho promesso ai suoi padri con giuramento, paese dove scorre latte e miele, ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà rivolto ad altri dei per servirli e mi avrà disprezzato e avrà spezzato la mia alleanza, e quando lo avranno colpito malanni numerosi e angosciosi, allora questo canto sarà testimonio davanti a lui; poiché non sarà dimenticato dalla sua discendenza. Sì, conosco i pensieri da lui concepiti gia oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nel paese, che ho promesso con giuramento".

Mosè scrisse quel giorno questo canto e lo insegnò agli Israeliti. Deuteronomio 31,16-22

Dal Cantico di Mosè:
...
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!

Ma il Signore ha visto e ha disdegnato con ira i suoi figli e le sue figlie.

Ha detto: Io nasconderò loro il mio volto: vedrò quale sarà la loro fine. Sono una generazione perfida, sono figli infedeli. ... Deuteronomio 32, 18-20

Così parlava Mosè in tempi non sospetti e non inquinati dagli interessi politico/economico di oggi.

Perché Dio nasconde il suo volto a Israele? Perché dice che Israele è generazione perfida e infedele? Non lo dico io, lo dice Dio per mezzo di Mosè, nella Bibbia. Chi l'ha scritta la Bibbia? Dove vuole arrivare? Se leggiamo Isaia, ritroviamo gli stessi discorsi, più o meno le stesse invettive contro Israele. E che? La Bibbia è antisemita?

Ma chi è Israele? Israele è Giacobbe dal quale discendono le 12 tribù di Israele. Giacobbe ha ingannato il padre Isacco su consiglio della madre Rebecca, facendosi passare per il primogenito Esaù. Giacobbe, ad un certo punto, combatte con un uomo, come riportato nel libro della Genesi:

Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: "Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora". Giacobbe rispose: "Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!". Gli domandò: "Come ti chiami?". Rispose: "Giacobbe". Riprese: "Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!". "[...perchè sei stato forte contro Dio e tanto più prevarrai sugli uomini (traduzione latina)] Giacobbe allora gli chiese: "Dimmi il tuo nome". Gli rispose: "Perché mi chiedi il nome?". E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel "Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva". Genesi 32, 25-32.

Giacobbe combatte con Dio e mentre combatte con lui lo vede facca a faccia, ma non muore e vince e Dio lo benedice, dandogli il nome Israele. Dio promette a Israele una terra, un territorio dove scorre latte e miele. Dio vuole condurre il suo popolo dall'Egitto, dove si trova in condizione di schiavitù, verso la terra promessa. L'Egitto rappresenta il paese degli idoli, del benessere, del materialismo. La terra promessa è il regno di Dio. Non si tratta di un territorio materiale, reale, geografico, ma di un territorio simbolico. Dio vuole condurre Israele presso di sè, verso il suo amore, un territorio dove scorre "latte e miele" a simboleggiare appunto la dolcezza e la bontà dell'amore.

Durante questo cammino, faticoso, costellato da tradimenti e infedeltà verso Dio (vitello d'oro e ribellioni varie) da parte del suo popolo, Dio si arrabbia, ne dice di cotte e di crude, vorrebbe sterminarlo, ma poi ritorna sempre sui suoi passi, dimostra misericordia, ne prova di tutti i colori, prodigi di qua e prodigi di là per convincere il suo popolo che Dio è Dio e che Lui è geloso, ma si rende conto che ha davanti a sè un popolo di "dura cervice" che non capisce. Si tratta di un popolo sordo e cieco, infedele, malvagio nei confronti di Dio che non lo ricambia e che pensa sempre a farsi uno Stato, un territorio materiale, mentre Dio vuole essere Lui al centro dell'attenzione del suo popolo, perché Dio è amore. Dio non vuole che sia lo Stato politico e tanto meno gli idoli e gli dei stranieri a prendere il suo posto nel cuore del suo popolo, perché non c'è salvezza in uno Stato politico. Dio, pare di capire, non vuole lo Stato di Israele, ma vuole Israele come popolo di Dio e non come Stato, perché lo "Stato di Israele" è Dio stesso che si vuole offrire al suo popolo come terra promessa.

Voglio poi ricordare che Dio ha mandato Gesù per la salvezza di tutti gli uomini, compresi ebrei e gentili, per fare capire soprattutto a Israele, ma anche a tutti gli altri uomini quanto è grande il suo amore.

Guardando alle guerre che Israele ha fatto e sta portando avanti con i paesi confinanti c'è veramente da mettersi le mani nei capelli. Io penso che fino a quando Israele non si converte, c'è poco da fare. Conversione significa accettare il Regno di Dio, regno di amore, giustizia e misericordia. La salvezza è tutta lì.

Non c'è salvezza nel fare gli eroi o i kamikaze per difendere uno Stato o un territorio, non c'è salvezza nella guerra fatta dagli uomini, sia pure per legittima difesa, perché (per il credente) è Dio che salva in questa vita. Non sono le armi e la potenza militare o economica (benessere) o lo Stato (nazione, patria) gli dei da servire, quelli sono dei stranieri agli occhi di Dio.

E' la giustizia e la misericordia che Dio vuole vedere messa in pratica per prima cosa, quella giustizia e quella misericordia che si possono realizzare soltanto nell'amore verso il prossimo, come Gesù ha insegnato. Giacobbe ha ottenuto la benedizione di Isacco con l'inganno e ora deve vedersela con Dio e deve combattere con gli uomini e con Dio, fino all'aurora e vincere se stesso (rivelando il suo vero nome, chi è veramente, la verità che aveva nascosto al padre per strappargli la benedizione al posto del fratello Esaù), se vuole che Dio mostri a lui il suo volto, faccia a faccia, per rimanere vivo e per essere degno di chiamarsi Israele, popolo di Dio e ricevere la sua benedizione. Non c'è inganno umano che tenga agli occhi di Dio.

Link correlato: Giacobbe contro Esaù


Video: tibetan song - Dolma

Antico Testamento:

Messaggio per il Faraone

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Il Signore disse: "Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo.

Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". Esodo 3,7-10

Mosè rispose: "Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: Non ti è apparso il Signore!".
Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone". Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire.

Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. "Questo perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Il Signore gli disse ancora: "Introduci la mano nel seno!". Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve.

Egli disse: "Rimetti la mano nel seno!". Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne. "Dunque se non ti credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo! Se non credono neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l'acqua che avrai presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta". Esodo 4,1-9


Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.
Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli. Matteo 24, 29-31

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