Marzo 2006 Archives

Scienza e fede:

Trusted computing: ti fidi di Dio?

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In questo periodo si parla molto di Trusted Computing, anche con polemiche molto accese.
"Il Trusted computing o (informatica fidata) è un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che dovrebbero rendere i computer di prossima generazione più 'sicuri'" . Così si legge sul sito www.no1984.org.

E' una questione di fiducia: Trust in inglese significa fiducia. La fiducia implica la reciprocità: io mi fido di te e tu ti fidi di me. In ogni rapporto umano la fiducia reciproca è essenziale per comunicare e relazionarsi. Se viene a mancare la fiducia, ogni rapporto umano diventa precario e poco serio.

Anche nel rapporto con Dio la fiducia è essenziale. In questo caso però si parla di fede che implica la fiducia in Dio. Se non hai fiducia in Dio, non puoi nemmeno avere fede in Lui.

Tuttavia Dio ha fiducia nell'uomo, perché Dio ama l'uomo e se ami una persona ti fidi di lei, accetti e metti in conto di rischiare il suo eventuale tradimento o inganno, perché sai di avere la forza di perdonare sempre e comunque. Non altrettanto si può dire per l'uomo. L'uomo non sempre ha fede o fiducia in Dio, per esempio gli atei non credono in Dio e quindi non hanno fiducia in Lui.

Cosa c'entra tutto questo con il Trusted Computing? Il Trusted Computing nasce perché gli uomini non si fidano più tra di loro. Truffe e inganni ci sono sempre stati da quando l'uomo ha messo piede sulla terra, ma ora con l'avvento dell'informatica e delle nuove tecnologie si vuole trovare una soluzione che ti garantisca e che ti protegga da truffe e inganni in modo da rendere l'informatica un mondo più sicuro. Così un consorzio di aziende tra le più grandi e influenti nel settore informatico, ha quindi deciso di mettersi d'accordo e dare vita a un sistema formato da hardware e software basati sulla crittografia per poter controllare meglio un computer e bloccare eventuali comportamenti scorretti da parte dell'uomo (leggi pirateria del software e copie illegali). La questione è: se le aziende non si fidano più di te uomo-consumaore e utente dei loro prodotti, perché tu ti devi fidare di loro e del loro software? Chi ti garantisce che il loro software sia "trusted" se non lo puoi controllare, se non è "open source" ed è blindato dalla crittografia?

C'è un errore di fondo da parte del credente in Dio nel Trusted Computing: scalzare Dio dal suo ruolo di Persona di Fiducia. Il credente deve porre la sua fiducia in Dio e non nell'uomo o nel software, perché l'uomo, per sua natura, è un peccatore ed è mortale. Definirsi credenti in Dio e poi pensare a implementare il Trusted Computing, in questo caso, è solo ipocrisia. Meglio essere sinceri e riconoscere di non credere più in Dio, piuttosto di affermare ciò che non è vero, perché altrimenti si finisce sì di ingannare e ingannarsi. Non ci si può fidare dell'uomo e tanto meno di una macchina o di un computer. E' in Dio che ogni uomo (credente) dovrebbe porre la sua fiducia.

Con il Trusted Computing il mondo degli uomini (di quelli che non credono in Dio) non fa altro che dimostrare la propria mancanza di fede e di fiducia non solo nell'uomo, ma anche in Dio. Se hai fede in Dio, ti fidi di lui e della sua capacità di fare giustizia per te.

Ha poco senso, secondo me, definirsi credenti in Dio e poi darsi da fare per implementare nel mondo dell'informatica il Trusted Computing, perché ciò equivale a mettere la propria fiducia in un una macchina, in un software, frutto della mente e della conoscenza umana, e non in Dio. Io, come programmatore di computer, mi rendo conto di quanto sia assurdo e pericoloso un sistema basato sul Trusted Computing generato da uomini che non credono più (e che forse non hanno mai creduto) in Dio.

Lascio comunque che le aziende e i manager implementino il loro Trusted Computing nei loro dispositivi. A me, come credente, non resta che affidarmi a Dio e porre la mia fiducia in Lui. Ci penserà Lui, eventualmente, a rendere più sicuro ciò che per l'uomo non è sicuro.

Religione e spiritualità:

L' amore per i fratelli

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Dalla prima lettera di Giovanni

Fin da principio vi abbiamo insegnato questo: che dobbiamo amarci gli uni gli altri. Allora non facciamo come Caino: egli apparteneva al diavolo e uccise Abele suo fratello. Sapete perché lo uccise? Perché le opere di Caino erano cattive e quelle di Abele erano buone. Fratelli non meravigliatevi se il mondo vi odia. Noi sappiamo che dalla morte siamo passati alla vita. La prova è questa: che amiamo i nostri fratelli. Chi non ama il prossimo è ancora sotto il dominio della morte. Chi odia il prossimo è un assassino. Voi lo sapete: se uno uccide il prossimo, la vita eterna non rimane in lui.

Noi abbiamo capito che cosa vuol dire amare il prossimo, perché Cristo ha dato la sua vita per noi. Anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli. Se uno ha di che vivere e vede un fratello bisognoso, ma non ha compassione e non lo aiuta, come fa a dire: "Io amo Dio ?". Figli miei, vogliamoci bene sul serio, a fatti. Non solo a parole o con bei discorsi.

Ecco come sapremo che la verità ci ha generati. Allora non avremo più paura davanti a Dio. Anche se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore. Egli conosce ogni cosa. Se invece, miei cari, il nostro cuore non ci condanna, noi ci possiamo rivolgere a Dio con piena libertà. Da lui riceveremo tutto quello che gli domandiamo in preghiera, perché osserviamo i suoi comandamenti, e facciamo quello che a lui piace.

Il comandamento di Dio è questo: che crediamo in Gesù Cristo, suo Figlio, e che ci amiamo gli uni gli altri, come ci ha ordinato. Chi mette in pratica i suoi comandamenti rimane unito a Dio e Dio è con lui. La prova che Dio rimane presente in noi è questa: lo Spirito che Dio ci ha dato. (1 Giovanni 3, 11-24)

Segnalazioni e link:

Forum cristiani

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  • Talità-Kum - Forum - Chiamati da Cristo ad una nuova vita
    Fede: Dubbi e Perplessità, Spiritualità, Traguardi di fede. Psiche: solitudine, Amore e Psiche, Sessualità, Depressione e Sofferenza. Svago: la sai l'ultima? Da morir dal ridere, letture rilassanti. Sono i titoli degli argomenti in discussione.
Top Gull:

TOP GULL

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Il 3 marzo 1969 la Marina degli Stati Uniti fondò una scuola di volo, alla quale venivano ammessi l'uno per cento dei suoi migliori piloti. Lo scopo era quello di insegnare la nuova tecnica di combattimento aereo. Quei piloti si chiamavano: TOP GUN.

Oggi, 3 marzo 2006, la Deusamor.org fonda la scuola di volo da addestramento del regno dei cieli: TOP GULL. Lo scopo è quello di insegnare la nuova tecnica di espressione dell'amore.

Signori, qui non si fa politica, quella la lasciamo agli uomini di governo, ai civili. Qui si impara ad amare. Noi siamo "gabbiani" e "oche", siamo angeli del cielo e anche se non siamo con i piedi in terra, dobbiamo sempre essere pronti ad entrare in azione. Signori, quando siamo nei cieli facciamo parte della stessa squadra. Qui non si scherza, qui venite addestrati per imparare il volo acrobatico, il volo radente e quello rovesciato, per capire la matematica dell'amore. Qui imparerete a fare la barba alla torre e l'MVA: manovre di volo aereo al massimo livello. Il vostro obiettivo è uno solo: testimoniare l'amore in volo.

Ma aprite bene le orecchie: fate una stronzata, la più piccola delle stronzate e vi farò pilotare un cargo pieno di sterco di cavallo per il resto della vostra vita.

E se qualcuno si chiedesse chi è il migliore, eccolo il migliore: il suo nome è scritto su quel pannello in alto. Tu credi che il tuo nome sarà messo su quel pannello? Presuntuoso!

Video: Top Gun

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