Febbraio 2006 Archives

Gesù e il Vangelo:

Il discepolo che Gesù amava

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La figura del discepolo che Gesù amava o discepolo prediletto è una figura che ricorre più volte nel Vangelo di Giovanni. E' una figura senza volto, senza nome (ma si pensa che sia Giovanni, ma certe teorie lo identificano con altri apostoli) e io mi chiedo che ruolo e funzione possa avere questo discepolo nella sinfonia del Vangelo.

Il discepolo prediletto lo ritroviamo nel Vangelo, nel cenacolo, quando Gesù annuncia il tradimento di Giuda, è colui che appoggia il suo capo sulla spalla di Gesù e gli chiede chi è il traditore (Gv 13,23).
E' presente sotto la croce di Gesù insieme alla madre di Gesù (Gv. 19,26-27).
Riceve, insieme a Pietro, da Maria di Magdala, la notizia che hanno portato via Gesù dal sepolcro e non sanno dove l'hanno messo. Lo si vede correre insieme a Pietro verso il sepolcro, ma lui arriva prima di Pietro al sepolcro, non vi entra, ma vi entra dopo Pietro che nel frattempo è arrivato. Quando entra anche lui, "vide e credette". Non avevano ancora capito quello che dice la Bibbia, cioè che Gesù doveva risorgere dai morti. Alora Pietro e l'altro discepolo tornarono a casa (Gv.20,1-10). Perché soltanto lui credette e non Pietro? Perché l'evangelista non ha detto: "videro e credettero" ?
Dopo la risurrezione il discepolo prediletto riconosce Gesù ed esclama a Pietro: "E' il Signore" in occasione della fruttuosa pesca sul lago di Tiberiade (Gv. 21,7).
Lo vediamo seguire Gesù insieme a Pietro alla fine del Vangelo (GV, 21,20). Pietro si volta, lo vede e chiede a Gesù cosa ne sarà di lui e Gesù risponde: "Se voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa? Tu seguimi." (Gv. 21, 20-23).

In questi passi, sui quali ci sarebbe da scrivere parecchio, anche sulla figura di Pietro, ci sono alcune analogie che mi portano ad identificare la figura del discepolo prediletto che Gesù amava, con i movimenti ecclesiali, specialmente con uno in particolare. Cioè, io identifico la figura del discepolo prediletto con quella del fedele anonimo, senza volto, credente in Gesù che segue Gesù rimanendo legato alla parrocchia o ad un movimento ecclesiale e che lo serve, magari impegnandosi, per esempio, come diacono all'interno della comunità e della Chiesa.

Il fatto che il discepolo prediletto fosse presente sotto la croce con la madre di Gesù, la dice lunga in merito. Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre". E da quel momento il discepolo la prese in casa sua (Gv. 19, 26-27).

Inoltre, il fatto che il discepolo prediletto esclami a Pietro (ricordo che Pietro rappresenta l'autorità ecclesiastica): "E' il Signore !" in contemporanea con una pesca fruttuosa di ben centocinquantatrè grossi pesci (cosa vorrà mai dire quel numero?), è molto significativo, secondo me. Poi la presenza di quel fuoco di brace con del pesce sopra e del pane, non lascia dubbi.

Religione e spiritualità:

La fede e la promessa di Dio

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Dio promise ad Abramo che i suoi discendenti avrebbero avuto in eredità il mondo intero. Questa promessa fu fatta non perché Abramo avesse ubbidito alla legge, ma perhé Dio l'aveva considerato giusto a motivo della sua fede.
Se gli eredi fossero quelli che ubbidiscono alla legge di Mosè, la fede diventerebbe inutile e la promessa di Dio non avrebbe alcun senso. La legge infatti provoca la collera di Dio, ma dove non c'è nessuna legge non ci può essere nemmeno una disubbidienza.
Quindi, si diventa eredi della promessa di Dio perché si ha la fede. L'eredità è data per grazia. Solo così la promessa è assicurata a tutti i discendenti di Abramo. Non soltanto a quelli che hanno la legge, ma anche a quelli che hanno fede, come Abramo. Dice infatti la Bibbia: Ti ho fatto diventare padre di molti popoli.. (Romani 4, 13-21)
Egli è nostro padre dinnanzi a Dio, perché ha creduto in colui che fa rivivere i morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono. Al di là di ogni speranza umana, egli credette che sarebbe diventato padre di molti popoli, perché Dio gli aveva detto: molto numerosi saranno i tuoi discendenti. Abramo aveva allora circa cent'anni e si rendeva conto che il suo corpo e quello di Sara erano come morti, cioè incapaci di avere figli. Eppure continuò a credere. Egli non dubitò minimamente della promessa di Dio, anzi rimase forte nella fede e diede gloria a Dio: pienamente convinto che Dio era in grado di mantenere ciò che aveva promesso. Ecco perché Dio lo considerò giusto.

Religione e spiritualità:

La religione e i soldi

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Dalla prima lettera di Paolo a Timoteo.

Sono queste le cose che tu devi insegnare e raccomandare.
Se qualcuno insegna diversamente, se non segue le sane parole di Gesù Cristo nostro Signore e l'insegnamento della nostra religione, è un superbo e un ignorante, un malato che va in cerca di discussioni e vuol litigare sulle parole.
Da queste cose nascono invidie, contrasti maldicenze, sospetti cattiverie e discussioni senza fine. Chi fa così è gente squilibrata lontana dalla verità. Essi pensano che la religione sia un mezzo per fare soldi.

Certo la religione è una grande ricchezza, per chi si accontenta di quel che ha. Perché non abbiamo portato nulla a questo mondo e non potremo portar via nulla.

Dunque quando abbiamo da mangiare e da vestirci, contentiamoci. Quelli invece che vogliono diventare ricchi, cadono nelle tentazioni, sono presi nella trappola di molti desideri stupidi e disastrosi, che fanno precipitare gli uomini nella rovina e perdizione. Infatti l'amore dei soldi è la radice di tutti i mali.

Alcuni hanno avuto un tale desiderio di possedere, che sono andati lontani dalla fede e si sono tormentati da se stessi con molti dolori. (1 Timoteo 6, 3-10)

Gesù e il Vangelo:

La missione della Chiesa

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Gesù si avvicinò e disse: "A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Perciò andate, fate diventare miei discepoli tutti gli uomini del mondo; battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato. E sappiate che io sarò sempre con voi, tutti i giorni, sino alla fine del mondo." (Matteo 28,18-20)

Gesù ci ha comandato di amare Dio come primo comandamento e di amare il prossimo come secondo comandamento, oltre ad amarci gli uni gli altri. La missione della Chiesa in estrema sintesi è quella: battezzare tutte le genti e insegnare loro ad amare Dio e il prossimo.

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