Gennaio 2006 Archives

Dio Amore:

Credere in Dio, credere la Chiesa

| | Comments (15)

Credere in Dio e aver fede in lui. Cosa significa? Per chi è cristiano credere in Dio significa anche credere in Gesù e viceversa. Gesù è la persona che ci ha mostrato Dio e attraverso la quale si arriva a Dio. Credere in Dio non significa muovere la lingua e le corde vocali per fare uscire quelle parole dalla nostra bocca. Credere significa mettere in atto tutta una serie di azioni e comportamenti in conformità con l'insegnamento di Gesù.

Serve a poco dire di essere credenti se poi non siamo capaci di affidarci alla provvidenza di Dio e il destino della nostra pensione è la cosa principale che ci preoccupa. L'uomo ha bisogno di certezze e di tutele. La pensione è una forma di tutela, una tutela sociale e legale che ti dà una certa garanzia e un sostentamento al termine dell'attività lavorativa durante la vecchiaia.

Eppure chi crede in Dio non deve fare conto sulla pensione, secondo l'insegnamento di Gesù, ma soltanto su Dio. E' difficile affidarsi a Dio e alla sua capacità di farsi provvidenza per l'uomo. Credere a Dio come un padre che ci ama e che pensa a tutto per il nostro bene è molto bello, ma risulta difficile viverlo e concretizzarlo con i nostri pensieri, le nostre idee e il nostro comportamento, ma soprattutto risulta difficile crederci. Perchè è difficile crederci? Di cosa abbiamo paura? L'uomo ha paura della morte, del dolore e della sofferenza sia fisica che spirituale, tutte cose che lo disturbano e lo rendono infelice. Tutte cose presenti in questo mondo e che l'uomo sperimenta sulla propria pelle, le cui conseguenze lo portano a dubitare e a non credere in Dio amore. E' un assurdo credere in un Dio amore quando stai male e soffri il mal di denti o quando vedi i bambini africani morire di fame. E allora come la mettiamo?

Da una parte c'è Gesù con il suo insegnamento che ti invita a non preoccuparti per il fututro e a guardare gli uccelli del cielo che non raccolgono e non seminano e ti dice che hai un Padre che pensa a tutto, dal'altra ci sono i bambini del terzo e quarto mondo che muoiono di fame e di dissenteria, la cui vista ti fa dubitare delle parole di Gesù. E' la tua logica e la tua ragione che ti porta a dubitare delle parole di Gesù e a mettere in dubbio la capacità di Dio di farsi provvidenza.

Gesù lo sa e ti chiede di aver fede, di credere in lui e nel Padre. Gesù, per aiutare la gente a credere, fa alcuni miracoli: moltiplica i pani, trasforma l'acqua in vino, risuscita i morti. Ma la gente continua a non credere e lui quelli che non credono li chiama : gente di poca fede.

E allora se una persona non riesce a credere a Dio come ad un padre che gli dà tutto quello di cui ha bisogno, facendosi provvidenza e amore, vuol dire, secondo me, che quella persona non crede veramente in Dio e non crede neanche in Gesù. Quindi, se non crede in Gesù, non può avere la vita eterna promessa da Gesù a quelli che credono in lui.

Ma se Dio fosse certezza, allora non avrebbe più senso la fede. Gesù invece ci chiede di aver fede, di credere in lui. Evidentemente Gesù conosce bene Dio e conosce bene anche l'incredulità dell'uomo e per convincerci della sua buona fede ha accettato di morire per poi risorgere. Gesù quindi ha dato la vita per redimerci, per salvarci, per convincerci a credere in lui. Allora aver fede significa anche credere nella morte e nella risurrezione di Gesù.

Ma chi è che testimonia la morte e la risurrezione di Gesù? Sono i suoi apostoli, i suoi discepoli, è la sua Chiesa fondata su Pietro e Paolo, sul Papa e sulla comunità dei fedeli.

Allora aver fede significa credere nella Chiesa. Credi tu nella Chiesa? Non puoi non credere perché la Chiesa è presente, visibile e tangibile. La Chiesa è presente? Sì, la Chiesa è presente! Io faccio parte della Chiesa e son qui presente che ti scrivo. La Chiesa è tangibile? Sì, la Chiesa è tangibile, se vuoi puoi venire a casa mia e toccarmi, ma puoi andare anche nella tua parrocchia e toccare un parrocchiano o il parroco. La vedi? Dov'è la Chiesa secondo te? Sei mai andato in chiesa durante la messa? Sei mai stato in Piazza San Pietro, lo vedi il Papa in TV? Io Papa Giovanni Paolo II l'ho visto di persona a Roma, nel 1990, e ti posso testimoniare che non era un fantasma.

Che ci sta a fare, secondo te, il Papa? Sta lì solo per scrivere encicliche e farsi applaudire dai fedeli? Il Papa con tutta la gerarchia e la comunità dei fedeli alla quale io appartengo sta lì anche per testimoniare quella morte e risurrezione di Gesù avvenuta duemila anni fa, affinchè tu creda in Gesù e in Dio. Non ti basta? Cosa vuoi di più? Se non credi in Gesù perché non lo vedi, credi almeno nella Chiesa che vedi, credi nel Papa.

Allora, ho cercato di spiegarti a modo mio che la presenza della Chiesa nella Storia è un buon motivo per credere nella morte e risurrezione di Gesù e di conseguenza nel suo insegnamento e di conseguenza in Dio e nella sua capacità di farsi provvidenza.

Ti rendi conto, quindi, che tutto il castello della fede poggia sulla testimonianza della Chiesa e sulla sua presenza nella Storia. Risulta perciò di fondamentale importanza, affinchè il mondo creda, che la Chiesa sia unita, fedele nel comportamento e nella Parola con quanto insegnato da Gesù, perché se quella presenza basata sulla coerenza e unità dovesse venire a mancare, crollerebbe tutto il castello della fede e verrebbe a mancare al fedele il supporto concreto e visibile per credere in Gesù e quindi per credere in Dio.

In conclusione, è dovere di tutta la Chiesa e del Papa in particolare, per il delicato ruolo che svolge, testimoniare il Vangelo, affidandosi concretamente alla provvidenza di Dio Padre, come insegnato da Gesù.

Riporto una email che mi è pervenuta da un visitatore e sulla quale intendo fare alcune riflessioni:
Lettera del 24/01/2006

Ciao "Dioamore",

non so chi si celi sotto questo pseudonimo ma, penso che potresti scoprire alcune cose molto interessanti se solo decidessi di approfondire maggiormente lo studio della teologia cristiana, senza soffermarti unicamente su quella cattolica...

Potrei riportarti numerosi versetti che dimostrano come in quella frase (Matteo 16:18), Gesù si stesse riferendo a se stesso... e di come tutto quel capitolo abbia un senso ben diverso, basti leggere anche semplicemente i versetti successivi (vv.21-23).
Peraltro, converrai con me, che è quantomeno strano come Gesù un attimo prima confermi a Pietro che è stato il Padre stesso ad avergli suggerito chi Lui (Gesù) veramente sia, ed un attimo dopo gli si rivolga chiamandolo addirittura Satana (riporto testualmente):

23 Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».
(Matteo 16:23)

Inoltre Pietro stesso, rivolgendosi agli esponenti massimi del potere religioso di quel tempo e dimostrando una grandissima umiltà disse:

19 Ma Pietro e Giovanni risposero loro: «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio.
(Atti 4:19)

E a tal proposito ti propongo di leggere i 10 comandamenti (scritti direttamente da Dio stesso!) e di confrontarli con ciò che insegnano gli uomini.... a chi dovremmo ubbidire secondo te?

Infine ti ricordo che fu Viglio (nel 538 d.c. circa), inviato a Roma dall'imperatore Giustiniano con il generale Belisario che sconfisse gli ostrogoti, ad autoproclamarsi vescovo dei vescovi (papa) in aperta opposizione con il vescovo Eusebio regolarmente eletto dal popolo romano... e da quel momento il papa, figura mai esistita prima, è anche vescovo di Roma!

Buono studio, a presto!
Fabrizio ;-)
La lettera continua sotto con il Post Scriptum (P.s.)

Ciao Fabrizio,
grazie per il tuo contributo che apprezzo.
Come prima cosa voglio risponderti dicendo che le tue affermazioni sono interessanti e anche logiche. Tuttavia io guardo il Papa e se questo Papa non avesse ricevuto un mandato divino, molto probabilmente a quest'ora non ci sarebbe più, ma ci sarebbe qualcosa d'altro. Ti ricordo le parole di Gamaliele in Atti : "Se la loro teoria o attività è di origine umana, verrà distrutta; se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli. Non vi accada, dunque, di trovarvi a combattere contro Dio!" (Atti 5,38-39).

Capisci Fabrizio? Se il Papa e tutta la gerarchia fosse stata una invenzione umana, non voluta da Dio, a quest'ora Dio l'avrebbe già distrutta, perché Dio è Amore e in questa ottica Dio vuole che tutti si salvino.

Seconda cosa. Non dimenticare che alla fine del Vangelo di Giovanni, Gesù incarica Pietro di pascere le sue pecore e glielo dice per ben tre volte. Pascere vuol dire nutrire, accudire, portare al pascolo.

Terza cosa. Gli apostoli hanno ricevuto da Gesù lo Spirito Santo. Quindi la Chiesa tutta è sostenuta e guidata anche dallo Spirito Santo.

Anche l'opera pastorale del Papa è sostenuta dallo Spirito Santo e chi pecca contro lo Spirito Santo, come dice Gesù, non potrà essere perdonato nè ora nè mai (Matteo 12,31-32). Quindi io deduco che se il Papa si azzardasse ad agire, parlare o andare contro quelli che sono i dettami dello Spirito Santo, non vi sarà perdono per lui nè in questo secolo nè in quello futuro. Non lo dico io, lo dice Gesù. Tanto più che lo stesso Gesù in Giovanni 21, 19-22 dice a Pietro di seguirlo ripetendoglielo due volte, invitandolo così a farsi pecora pure lui. Quindi il Papa non può fare di testa sua, anche lui deve seguire Gesù e il suo insegnamento.

Concludendo, siccome io voglio bene a Gesù e credo in lui, mi fido di Gesù e, per amore di Gesù, non posso fare altro che accettare l'opera pastorale del Papa così com'è.

Segnalazioni e link:

Lettera Enciclica del Papa: "Deus caritas est"

| | Comments (13)

E' uscita la prima Lettera Enciclica di Papa Benedetto XVI dal titolo: "Deus caritas est" (Dio è amore).

Segnalazioni e link:

Il prezzo della fede

| | Comments (13)

"Sottoposti a copyright tutti gli scritti, i discorsi e le allocuzioni del Papa. Sia di quello regnante che dei predecessori, fino a 50 anni addietro". Così scrive la Gazzetta del mezzogiorno online, in un articolo dal titolo: Le parole del Papa hanno un prezzo.

Ci sono rimasto male. Se quello che dice il Vicario di Cristo da ora in poi è coperto da copyright, come si fa a gridare liberamente dai tetti la nostra fede sostenuta dalla sua opera pastorale, dalle sue encicliche, dai suoi insegnamenti così come Gesù ci ha invitato a fare? Quale prezzo dovremo pagare? E' giusto tutto questo? Gesù ha dato la sua vita gratuitamente per la nostra salvezza. Come abbiamo ricevuto gratuitamente, gratuitamente dobbiamo dare.

Gesù e il Vangelo:

Gesù è il pastore

| | Comments (0)

Io sono il buon pastore. Il buon patore è pronto a dare la vita per le sue pecore. Un guardiano che è pagato, quando vede venire il lupo, lascia le pecore e scappa, perché le pecore non sono sue. Così il lupo le rapisce e le disperde. Questo accade perché il guardiano non è pastore: lavora solo per denaro e non gli importa delle pecore. (Giovanni 10, 11-13)

I movimenti religiosi:

Un unico gregge con un solo pastore

| | Comments (2)

"Io sono il buon pastore: io conosco le mie pecore ed esse conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre. E per queste pecore io do la vita. Ho anche altre pecore, che non sono in questo recinto. Anche di quelle devo diventare pastore. Udranno la mia voce, e diventeranno un unico gregge con un solo pastore." Gv. 10,14-16.

Traggo spunto da questi passi del vangelo di Giovanni per fare alcune riflessioni sui movimenti ecclesiali e religiosi. Non nascondo di fare parte come aderente e simpatizzante di un movimento ecclesiale di cui apprezzo e stimo la spiritualità. Tuttavia vorrei mettere in guardia coloro che decidono di aderire ad un movimento, su alcuni errori di valutazione che si possono commettere quando si viene a contatto con queste realtà.

Gesù e il Vangelo:

Scegliere Gesù o la fidanzata?

| | Comments (17)

Seguire Gesù o seguire la fidanzata? La mia risposta è: la fidanzata. Perché? Soltanto se rimani fedele a te stesso e all'insegnamento di Gesù vai veramente dietro a lui. Gesù ci dice In Luca 14, 26-33: "Se qualcuno viene con me e non ama me più del padre e della madre, della moglie e dei figli, dei fratelli e delle sorelle, anzi, se non mi ama più di se stesso, non può essere mio discepolo. ... Chi non rinuncia a tutto quello che possiede non può essere mio discepolo."

Gesù non ti dice di abbandonare o lasciare i tuoi genitori e i tuoi affetti per essere suo discepolo e seguirlo, ma ti dice di amare lui più di tutti gli altri. Ma cosa vuol dire amare Gesù più di tutti gli altri? Secondo me vuol dire, come prima cosa, saperlo incontrare e riconoscerlo nel prossimo, compresi i propi genitori, fratelli e sorelle, mogli e mariti, fidanzati e fidanzate, amici e nemici. E come seconda cosa, mettersi a disposizione di lui.

Ricorda cosa dice Gesù: nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici. Se tu credi di andare dietro a Gesù interrompendo una relazione con tua moglie o marito, madre o padre, fidanzata o fidanzato, in realtà non vai dietro a Gesù, ma vai dietro a te stesso e alla tua volontà e finisci per deludere, dopo aver illuso chi stava con te. Perché, come dice Gesù: qualunque cosa farete ad uno di questi più piccoli che credono in me, l'avrete fatta a me. Se tu dai un dispiacere o una delusione, abbandonando tua moglie e i tuoi figli per correre dietro a Gesù, in realtà offendi e deludi anche Gesù e dai un dispiacere anche a lui, perché Gesù è in quel prossimo (moglie, figlio o genitore) che tu stai per abbandonare o hai intenzione di lasciare per seguire la tua vocazione, sia che lo fai come sacerdote, sia come missionario, sia come religioso.

Le scelte missionarie vanno compiute, secondo me, con cognizione di causa, facendo attenzione a non calpestare o offendere la dignità di Gesù, presente in ogni uomo o donna, con la scusa di seguirlo. Quando Gesù ti dice: Chi non rinunzia a tutto quello che possiede, non può essere mio discepolo, in questo "tutto" ci stanno, sì gli affetti e i propri beni, ma soprattutto ci sta anche lui, Gesù.

Quindi, per quanto mi riguarda, devo essere pronto a perdere Gesù, a rinunciare a lui e alla mia vocazione per amore di Gesù stesso. Ti potrà sembrare un assurdo, ma la mia sensibilità mi porta a dirti questo.

About this Archive

This page is an archive of entries from Gennaio 2006 listed from newest to oldest.

Dicembre 2005 is the previous archive.

Febbraio 2006 is the next archive.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.